Lincoln Memorial. La Casa Bianca. Il Cimitero Nazionale di Arlington. Il Campidoglio. Ancora poche ore e qualche centinaia di migliaia di chilometri da fare in volo, e ciò che è sempre stato una cartolina diventerà ricordo da tramandare. Destinazione finale, Washington DC, distretto di Columbia. La capitale del continente nordamericano.
La curiosità è troppa. Il mio tour inizia dalla residenza presidenziale di Barak Obama. Guardo oltre il cancello. Chissà gli agenti segreti nascosti che mi stanno fotografando, e magari pure confrontando il mio volto con chissà quale minaccia per la sicurezza nazionale. Lavoro inutile, sono un semplice reporter italiano.
Da un presidente (il 44°) a un altro (il diciottesimo), ed ecco indirizzarmi verso il Lincoln Memorial dove la gigantesca statua di Abrahm Lincoln (1809 – 1865), alta sei metri e ricavata da ventotto blocchi di marmo bianco della Georgia, mi dà il benvenuto. Lì dietro, la celebre iscrizione in lingua inglese ovviamente: (trad.) In questo tempio – come nei cuori delle persone – per le quali egli salvò l’Unione – la memoria di Abraham Lincoln – è per sempre preservata.
Come altri uomini che lottarono per un cambiamento e nel nome della Pace, anche Lincoln venne ucciso, al Ford’s Theatre, divenuto oggi museo. Lo stesso “destino” di memoria è stato riservato alla Peterson House, la casa di fronte al luogo dell’omicidio, dove il presidente venne portato appena ferito a morte da John Wilkes Booth, nella speranza di salvargli la vita.
Dopo le gite classiche, passo a guardare le strade meno blasonate. La gente nel suo quotidiano che convive con le frotte di turisti che giungono da ogni angolo d’America e del mondo. La mia pausa si traduce in uno stock di alcune cartoline, che oltre a rimepire di sgangehrati saluti in un italo-inglese tutto particolare, coloro a dovere grazie alle tante penne colorate comprate tra aeroporto e stazioni varie.
Ultima tappa di questa prima giornata è l’Arlington National Cemetery, situato di fronte a Washington, sull’altra sponda del fiume Potomac, vicino al Pentagono, sede del quartiere generale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America.Nonostante vi siano molti turisti in particolare per la tomba di John Fitzgerald Kennedy, c’è silenzio. Anche al Père Lachaise parigino la sensazione era simile. Una rispettosa carezza di vento umano.




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