Lasciata la casa delle farfalle di Bordano, duecento chilometri più a sud in provincia di Padova si può trovare un altro museo vivente da non mancare.
A Montegrotto Terme, comune di diecimila abitanti ai piedi dei Colli Euganei conosciuto soprattutto per le qualità delle sue acque, sorge, infatti, la Butterfly Arc (Via degli Scavi 21 bis – 35036 – Montegrotto Terme (Pd), Tel. 0498910189 – Email info@butterflyarc.it – www.casadellefarfalle.it. Chiuso dal primo lunedì di novembre fino a fine febbraio).
Butterfly Arc è un’idea nata negli anni settanta nella mente dell’entomologo naturalista Enzo Moretto. Alla fine degli anni Ottanta, grazie anche al contributo della naturalista Gabriella Tamino, il progetto acquista corpo e diventa finalmente operativo con l’inaugurazione della prima casa delle farfalle italiana. Adesso in questa struttura si corteggiano, si nutrono e si riproducono oltre quattrocento tra le più belle varietà del mondo.
L’approccio didattico-accademico è parte integrante del dna del luogo. I lepidotteri sono divisi in base alle loro aree di provenienza in giardini che ne riproducono le condizioni originarie, dove, tra l’altro, è possibile osservarne i vari stadi di mutazione e analizzarne i comportamenti.
Agli antipodi, nel cuore della Sicilia, si approda nel territorio del comune di Viagrande (Ct). Qui alle pendici dell’Etna, protetta dai 30 ettari del parco del Monte Serra, antico conetto vulcanico ormai ricoperto dalla vegetazione, sorge l’omonima casa delle farfalle (Viagrande (Ct), Tel. 095 7890768 – Email info@parcomonteserra.it, www.parcomonteserra.it/casafarfalle.htm. Aperto fino a novembre con una pausa a fine estate).
Inaugurata nel Duemila è l’unica struttura di questo genere del sud-italia. Al suo interno sono ospitati affascinati lepidotteri tropicali mentre, all’esterno, le abbondanti fioriture richiamano una grande varietà di farfalle autoctone. Tra queste spicca una specie molto rara, l’Aurora dell’Etna, vero vanto di Monte Serra, da ammirare solo qui e in pochissime altre zone d’Italia.
La Sicilia rappresenta un po’ le colonne d’Ercole di questo viaggio. Più a sud, solo chilometri di mediterraneo, arido deserto dei Tartari per la vita delle farfalle. La fine di un mondo già tracciato e conosciuto, con i suoi tratti e i suoi capisaldi.
Ciascuno può però trasformarsi in novello Ulisse e spingersi oltre questi confini segnati, costruendo un proprio personale paradiso dove richiamare questi variopinti insetti.
Esistono, infatti, differenti specie di piante che per inclinazione naturale attirano le farfalle. Esemplari come la Buddleia o l’Heliotropium arborescens, facilmente reperibili presso i maggiori vivaisti, che possono permettere a tutti di realizzare il proprio tempio alla primavera e di ritrovare ogni anno la rassicurante certezza del rinascere della vita.





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