Una tipica spiaggia ad ombrelloni a San Nicola Arcella (CS) © Luca Ferrari
Un percorso lungo per raggiungerlo. Per evitare il traffico. Quasi sulle montagne. Paesi di poche case. Curve a non finire. E poi finalmente lui. Il tanto atteso e agognato. Il Mar Tirreno. In tutto il suo splendore. In tutta la sua tonalità di gradazioni di verde e azzurro. Mescolati. In un fresco abbraccio salino.
Nello scendere, l’impatto col mare è quasi ingannevole. È ancora il cielo, o siamo arrivati sulla costa? In una giornata senza nuvole, è spesso difficile rendersene conto. La fatica el viaggio viene ricompensata. Eccoci arrivati a San Nicola Arcella, piccolo comune nella provincia di Cosenza, in Calabria.
A livello storico, le più antiche testimonianze rinvenute nella zona risalgono a ben dodicimila anni prima della nascita di Cristo, nel periodo paleolitico, come testimoniano i ritrovamenti di Praia a Mare e di Scalea. Non a caso San Nicola Arcella è situata in mezzo ai due paesi citati e probabilmente ha ospitato quelle popolazioni antiche più di 10.000 anni fa.
San Nicola Arcella, situata 110 m. sul mare, a pochi chilometri dalla Basilicata, è comune autonomo dal 1912. Il suo centro storico, che ricorda tanto un merletto di viuzze, è bello saldo su un promontorio. Prodotto tipico della zona, il cedro. La costa del paese infatti, rappresenta l’inizio del tratto di costa denominata “Riviera dei Cedri”.
Nel godersi il mare, risalta subito agli occhi la torre quadrata. Trattasi di struttura difensiva, del periodo vice regnale spagnolo, e costruita nel XVI secolo. Nei secoli infatti, le coste calabresi furono infestate dai pirati-corsari (non simpatici come Jack Sparrow) che, oltre a depredare, uccidevano e rapivano i locali per farne schiavi.
L’unico modo per prevenire tutto questo, era avvistarli per tempo cosicché la gente potesse essere avvisata (di giorno con il fumo e di notte con il fuoco) e mettersi in salvo. Queste torri costiere, ad ogni modo, erano provviste di cannoni e distribuite a intervalli regolari. Ne furono costruire centocinquanta circa su un totale di 800 km di costa.
Si sale un po’. Si cerca il posto migliore per prendere il sole. I tempi sono cambiati. Lass, da un’altezza delle rupi che superano anche i 90 metri, niente più manigoldi all’orizzonte, ma semplici bagnanti che si godono il relax. E lì davanti. Nel mare. Un altro spettacolo. L’isola di Dino (del comune di Praia a Mare).
"In viaggio con Kapuściński Dialogo sull’arte di partire" di Andrea Semplici - Terre di Mezzo, 2010

Dalle coste del mar Tirreno a quelle dello Ionio, viaggio attraverso la terra dalle straordinarie risorse. Terra ancora da scoprire tra storia e costumi, dialetti e tradizioni. In un’atmosfera di altri tempi.

Cantare la storia con le note della tradizione. In Puglia, la settima rassegna internazionale di musica popolare. Ascoltando i Radicanto. Viaggio tra le sonorità del Mediterraneo.

Viaggio nei colori e nella tradizione di una delle perle dell’Italia meridionale: il Salento, diviso tra ville ottocentesche e feste patronali cariche di magia, il tutto incorniciato da un mare che compete in bellezza con le migliori destinazioni balneari esotiche.