Raccontare di viaggi significa parlare di libertà, di desideri, di scoperte, di avventure, di profonda meraviglia. Esistono diversi modi di viaggiare e d’intendere il viaggio. Ogni uomo costruisce il proprio “peregrinare”, momentaneo o perpetuo, in base a specifiche esigenze o a semplici curiosità.
Negli ultimi anni ho scoperto la bellezza del vivere in tenda. Molti evitano questa esperienza perché la ritengono “scomoda”. Si mostrano diffidenti e rinunciano. Dormire in tenda, invece, vuol dire riscoprire una natura considerata, a volte, nemica. Significa ascoltare i suoi diversi suoni, che siano quelli di un temporale estivo o del mare vicino.
Le lettere che compongono la parola “campeggio” nascondono la sua essenza più profonda. C come “curiosità” insaziabile. Motore di ogni ricerca e sinonimo di sorprendente cammino, la curiosità rende il campeggiatore un eterno viaggiatore.
A come “amicizia”. Quella di chi condivide una medesima ed affascinante esperienza. M come “movimento”. Il campeggiatore non ama stare fermo. La sua mobile dimora, una tenda, lo rende abitante del mondo intero.
P come “partenze”. Molteplici. Non programmate. Entusiasmanti. Mete diverse, un’unica “casa”. A differenza degli alberghi, nei campeggi il silenzio viene rispettato solo per alcune ore, non per tutta la giornata.
E come “esperienze”. Ogni campeggio ha almeno una caratteristica che lo distingue dagli altri. Ecco perché si parla di esperienze. Differenti. Avventurose. Piccoli dettagli di un’unica e grande bellezza.
G come “girovaghi” che viaggiano per il semplice piacere di farlo. Che preferiscono visitare un luogo in più piuttosto che trascorrere l’intera settimana in un villaggio a cinque stelle. G come “gente”. I mille volti incontrati. Gli sguardi fotografati e quelli persi nel tempo. Il campeggiatore è socievole e non ricerca la solitudine.
I come “incontri”. Con la natura, anima di ogni campeggio. Con gli uomini. Bastano poche ore, infatti, per poter conoscere i propri “vicini di tenda”.
O come “organizzarsi”. Ingredienti necessari per intraprendere l’esperienza del campeggio sono lo spirito di adattamento e di condivisione. Si dorme e si cucina in tenda. Si mangia all’aria aperta, mentre il vento gioca con le foglie degli alberi. Ci si scambiano ricette e tradizioni, storie e pensieri.
L’atmosfera che si respira di sera in tenda è indescrivibile. La natura assorbe i colori del tramonto, mentre la brezza sembra accarezzare i rumori della vita. Tutto si anima di una particolare euforia.
Per ogni campeggiatore non esiste sosta che non sia quella fatta in tenda. Provare questa esperienza per la prima volta, infatti, vuol dire farla per sempre.





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