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Venezia dorma sonni tranquilli: ci sono i Murazzi - foto : Pellestrina - Sui murazzi © Il Cigno
Pellestrina - Sui murazzi © Il Cigno

Venezia dorma sonni tranquilli: ci sono i Murazzi

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Fra le placide acque lagunari e le più robuste correnti adriatiche, a vigilare che all’immortale Venezia non capiti nulla di male, ci sono loro, i Murazzi. Trattasi di una lunga diga in pietra d’Istria costruita per difendere gli argini della laguna dall’erosione del mare.

Un tempo, le strutture difensive della città erano per lo più realizzate in legno, ferramenta, terra e sassi. Un esempio erano le palade, riempite di sassi ma dotate di scarsa resistenza.

A ideare la nuova struttura difensiva contro il normale logorio di Nettuno, fu padre Vincenzo Coronelli (1650-1718), un Religioso dell’Ordine francescano dei Frati Minori Conventuali (di cui fu anche Ministro superiore generale). Coronelli ricoprì anche il prestigioso incarico di cartografo e cosmografo ufficiale della Serenissima, nonché enciclopedista italiano.

La costruzione dell’intera opera iniziò nel 1744 e terminò nel 1782. A progettarla, un ingegnere originario di Saviore dell’Adamello (Bs), Bernardino Zendrini (1679-1747).

L’intera opera, oltre a comprendere cinque-sei km dell’isola del Lido di Venezia, dalla zona di Ca’ Bianca fino agli Alberoni, riguarda anche per dieci chilometri (praticamente tutta l’isola) la vicina Pellestrina, da Santa Maria del mare e fino a Ca’ Roman (dove oggi si trova un’oasi protetta), e un chilometro abbondante del litorale di Sottomarina (da Forte San Felice fino al centro di Sottomarina Vecchia).

Le cronache dell’epoca riportano che l’imperatore austriaco Francesco I, dopo la grande mareggiata del 1825 che danneggiò la il complesso, sborsò la ragguardevole cifra di 5.457.400 lire austriache (l’equivalente di circa dieci milioni di euro) per risistemarla.

Ma fu soprattutto durante la tragica alluvione del 1966 (quella che molti collegano solo alla piena dell’Arno a Firenze) che Venezia rischiò parecchio. In quell’occasione, il cedimento dei Murazzi costò un’acqua alta record per l’isola: ben 194 cm.

Al fine di prevenire fenomeni simili, i baluardi difensivi sono stati integrati con una serie di pennelli frangiflutti posti perpendicolarmente all’opera principale, il cui scopo è favorire la formazione di bassifondi e di tratti di spiaggia.

Ma cosa sono oggi i Murazzi? Dipende dalle stagioni. Solitari luoghi durante l’inverno e l’autunno. Romantici in primavera. Passionali, teatri di feste e grigliate, d’estate. Di fronte a loro c’è solo il mare. L’orizzonte. Oltre quello, le coste sloveno-croate (che non si vedono).

Sedersi su uno scoglio nelle giornate più fredde, a ridosso dell’acqua, mentre si viene divorati dalla nebbia che arriva come un arrembante pirata, non è un’esperienza per cuori deboli.

Sui Murazzi del Lido (cui le foto si riferiscono), partendo dalla fine delle spiagge a pagamento, s’incontra prima una zona con battigia, poi a ridosso dell’unico bar sulla zona, la sabbia lascia spazio a rocce ed erba.

E con l’inizio delle belle giornate, spesso già a febbraio, ecco che iniziano a popolarsi sempre di più. Dapprima come meta di passeggiate e poi, quando le temperature salgono, le feste attorno a un fuoco acceso sono all’ordine del giorno.

Negli ultimi anni, questa atipica zona del Lido, è diventata anche spazio per writers e artisti del legno. Colorate scritte, disegni e pregevoli sculture lignee si possono osservare un po’ qui e là.

Oltre a ciò, sono molte le capanne improvvisate. Alcune fra le rocce, altre proprio sulle piccole dighe verticali, che danno un sapore molto Cruosoniano.

Ma in mezzo a questi luoghi su cui residenti e turisti continuano a scrivere pagine della loro vita, c’è spazio (purtroppo) anche per l’idiozia.

Fra le rocce, attorno a cui cresce una natura selvaggia, s’incontra anche tanta immondizia lasciata da gente incivile. Cocci di bottiglie di vetro e contenitori di plastica, vengono abbandonati sul manto di conchiglie come se nulla fosse.

Mostrare un po’ di più riguardo verso un colosso che ci difende silenzioso senza chiedere nulla in cambio, non è solo un segno di civiltà ma anche di doveroso rispetto.

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LIBRI

La Fabbrica dei Giorni

"La Fabbrica dei Giorni" di Luca Ferrari - Granviale Editori, 2009

Sensazione Venezia

"Venezia Sensation" di Riccardo Roiter Rigoni - Granviale Editori, 2008



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