Polonia. A metà strada fra l’Europa e l’Asia. Una storia sofferta culminata con la tragica occupazione nazista, e la successiva (e ingombrante) presenza sovietica. Poi la rivoluzione a fine anni ’80, e nel 2004, l’ingresso nell’Unione Europea. Una nazione che guarda al futuro. Nel 2012 intanto, insieme all’Ucraina, ospiterà la 14° edizione degli Europei di calcio.
Passeggiare per Varsavia significa vedere una città molto viva, piena di gente e sempre di corsa. In alcune zone, a dispetto dei tanti passati dal comunismo della Guerra Fredda, sembra di tornare indietro di almeno 30 anni con palazzoni stile soviet e mercati rionali dell’anteguerra.
Simbolo inidscusso di questo passato, è la Torre della Scienza e della Tecnica. Emblema della Varsavia sovietica, molto poco apprezzata dagli abitanti perché ricorda l’occupazione russa. Altre e altrettanto tragiche reminescenze, sprigiona l’ultimo pezzo del muro del ghetto, inglobato nel cortile di un palazzo stile soviet.
Il ritorno con un presente diverso, si manifesta con la Sla Krakowskie Przedmiescie, la via più bella di Varsavia dove, durante i week-end estivi, prendono forma festival di musica con palchi ovunque. Nelle strade laterali, locali alla moda, dove si possono gustare le specialità locali (un po’ pesanti per chi è abituato alla dieta mediterranea) e dissetarsi l’ugola con vodka e birra.
Per le luci più soffuse, ci si può rilassare seduti nel Rynek Starego Miasta, la piazza della città vecchia vicino al Castello Reale (residenza ufficiale dei reali polacchi). Le abitazioni che la cingono sono state completamente ricostruite con gusto dopo la seconda Guerra Mondiale, pur mantenendo tracce originali del XV secolo.
Per quanto l’aereo riduca non di poco le distanze, il treno ha la peculiarità di farti attraversare il cuore di ogni posto. Vedere panoramiche, scorci che sennò resterebbero miniere sepolte. Ma prima di salire sul convoglio, bisogna superare le difficoltà di una kasba orientale, poco incline a dialogare in anglosassone.
Nuova meta. Più futurista è Cracovia, situata sulle due sponde del fiume Vistola (il più lungo della nazione, 1047 km), e a sole tre ore di treno dalla capitale polacca. Città molto pulita e tranquilla, lontana dallo squadrismo del passato, e che beneficia di un copioso flusso di turistico. Tutto è molto ben conservato.
Non sarà difficile, una volta arrivati nel capoluogo del Voivodato della Piccola Polonia, imbattersi in qualche carrozza a uso esclusivo dei turisti. Se l’alternativa alla coppia di quadrupedi, sono trenini elettrici o le proprie gambe, il fascino di passegiare sotto il rumore di zoccoli, è il giusto inizio per partire alla scoperta della città.
Continua…





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Hei Luca, ma sei a Cracovia!!! Mia cugina ora vive là! Queste tue indicazioni mi saranno utili per quando deciderò di andarla a trovare. Scrivi, scrivi, che ci serve tutto quel che hai da dire!