Il Castello di Gödöllő - Foto tratta da Wikipedia
Per alcuni, è stata una donna testarda, allergica all’etichetta e ossessionata dalla propria immagine. Per altri, un’eroina ribelle, romantica e moderna, una femminista ante litteram. Per quasi tutti, lo sguardo da cerbiatta dell’attrice Romy Schneider. Ma fu soprattutto Sua Maestà Imperiale Elisabetta Eugenia Amalia di Wittelsbach, meglio conosciuta come Sissi.
Un carattere indomabile, refrattario alle ferree regole della residenza viennese di Schönbrunn, ma capace di conquistare i magiari, che si riconobbero in Sissi e l’amarono totalmente. E che ancora oggi la ricordano con devozione.
Le principali celebrazioni si sono tenute nel corso del 2007, “anno di Sissi” commemorativo di più anniversari: i 170 anni dalla sua nascita, i 150 dalla prima visita sul suolo ungherese, i 140 dalla cerimonia di investitura a sovrana. Un calendario di appuntamenti che ha visto il castello di Gödöllő, a 30 chilometri da Budapest, il suo centro nevralgico.
La storia di questo edificio, il più barocco tra quelli presenti sul territorio (meritandosi l’appellativo di Versailles d’Ungheria), risale agli inizi del XVIII secolo: voluto dalla famiglia Grassalkovich, divenne proprietà dello Stato nel 1860, alla morte dell’ultimo proprietario.
Sissi aveva già avuto modo di innamorarsi e interessarsi al castello durante un soggiorno in terra magiara, mentre portava conforto ai reduci della battaglia di Königratz. Ma Francesco Giuseppe l’aveva distolta dai suoi propositi di acquisto, viste le ristrettezze economiche imposte dalla guerra.
Nel 1867 però, il suo desiderio fu esaudito. Infatti l’Ungheria offrì in dono al re e alla regina appena incoronati proprio il castello di Gödöllő, che da allora diventò il “buen retiro” ufficiale di Sissi durante i suoi soggiorni.
Lunghe cavalcate, passeggiate e battute di caccia nella pittoresca vallata di Domonyvolgy (a pochi chilometri dalla residenza reale) rappresentavano la boccata d’ossigeno indispensabile alla regina per tornare se stessa. Ancora oggi il vicino parco equestre Lazar rievoca la particolare predilezione di Sissi per i cavalli.
Alla morte dell’imperatrice, nel 1898, Francesco Giuseppe rinunciò a questo angolo di paradiso nella campagna magiara. La residenza, con la seconda guerra mondiale, subì diversi danni e fu occupata fino al 1990 dai soldati dell’esercito sovietico. A quella data risalgono i lavori di restauro per riportare l’edificio all’antico splendore.
Nel 1996, il castello di Gödöllő è stato riaperto al pubblico, con ricostruzioni fedeli degli spazi regali: tra questi spiccano la stanza di Sissi, tappezzata di viola, e la sala principale, decorata in bianco e oro e allestita come per una grande cena, con il servizio di porcellana recante il “motivo Gödöllő”, prodotto a Herend.
Mostre permanenti, sfilate in costume, concerti e mercatini presso il castello, rendono l’edificio un vero “santuario” per i turisti alla ricerca delle atmosfere magiche in cui la regina d’Ungheria visse per più di trent’anni del suo regno.

Al centro della Valle d’Ampezzzo, la cittadina bellunese giace soavemente incastonata tra il Cadore (a sud), la Val Pusteria (a nord), la Val d’Ansiei (a est) e l’Alto Agordino (a ovest).

Due spedizioni hanno portato alla luce inestimabili reperti bhuddisti in una grotta dell’Upper Mustang. Secondo gli esperti potrebbero svelare il segreto di Shambala, il paradiso himalayano raccontato dallo scrittore britannico James Hilton.

Una collezione unica al mondo di 42 sculture ricorda gli anni della dittatura comunista in Ungheria. Sono state tutte “alloggiate” alla periferia della capitale magiara. Lontane da un passato pesante.