In Australia è un vero piacere essere turisti. Qui, hanno compreso l’importanza del settore, davvero in rapido sviluppo, nonostante le immense distanze che separano città e luoghi di interesse naturalistico e culturale.
Per tutti coloro i quali ritenessero troppo oneroso o difficoltoso (ricordiamo che la guida è a sinistra) noleggiare un’automobile per avventurarsi nell’outback australiano, la cosa migliore è rivolgersi a un’agenzia di viaggi.
L’offerta è veramente notevole, con tour in grado di soddisfare anche i più esigenti. Prezzi di conseguenza, anche se sono comunque sempre abbordabili, ben lontani dalle “rapine” all’italiana. Trovandosi nel WA (leggi: Western Australia), una delle migliori escursioni da fare è senza dubbio il cosiddetto “Southwest Tour”, della durata di quattro giorni.
La partenza si effettua nella città di Perth (capitale dello stato) a cadenze regolari, di solito ogni giovedì. In alta stagione, ci sono partenze giornaliere. Poco meno di cinquecento dollari australiani, ovvero poco più di trecento Euro, saranno sufficienti per trascorrere alcuni giorni indimenticabili, vitto e alloggio inclusi.
Il viaggio si fa normalmente a bordo di pullmini di medie dimensioni, vale a dire una ventina di posti, più l’autista, naturalmente. Sulla figura dell’autista vale la pena spendere alcune parole. Si tratta, di solito, di persone estremamente cordiali e disponibili, quasi sempre giovani.
L’autista non si occupa soltanto del veicolo, è un tuttofare. Come se non bastassero le ore di guida sotto lo spietato sole australiano. Prima tappa del tour, Albany, splendida cittadina a quattro ore di distanza dalla capitale, affacciata sull’Oceano Pacifico. Compreso nel prezzo del tour, una splendida escursione di un paio d’ore a bordo di un moderno catamarano per avvistare delfini e balene.
Il pernottamento avviene in un magnifico motel sulla statale, non prima di aver assaggiato le delizie preparate per l’occasione dal gestore. La notte si preannuncia un pochino fredda, ma l’autista ha coperte di ricambio per ogni partecipante.
Durante il secondo giorno, vengono toccate diverse cittadine, nel quale il tempo sembra essersi fermato all’epoca dei primi coloni britannici. L’attrazione del giorno è senz’altro la visita al parco nazionale “Valley of Giants”, dove per “giants” si intendono alberi secolari di dimensioni simili alle sequoie californiane. Tutto è organizzato. Per attraversare il parco si percorrono chilometri di passerelle a decine di metri dal suolo, immersi nella natura quasi incontaminata della vallata.
Il mattino seguente vede la comitiva dirigersi in direzione di Augusta, con visita obbligata al celebre faro, punto in cui si incontrano gli oceani Indiano e Pacifico. Le onde sono spettacolari, sollevate da un vento non meno impressionante.
Il tour si avvia alla conclusione, e, per chiudere in bellezza, il quarto giorno viene organizzato il “bushtucker tour”. Poco distanti dall’incantevole paese di Margaret River, alla foce di un grande corso d’acqua, l’autista ferma il pullmino.
Troviamo ad aspettarci una ranger, dai modi spicci ma preparata e simpatica. Tutti i partecipanti vengono invitati a salire su canoe, per risalire il fiume fino al punto di ritrovo per il pranzo. Un’avventura decisamente insolita e divertente, a pagaiare sotto un sole in grado di spaccare le pietre.
Arrivati all’accampamento dei rangers, ha inizio da parte della nostra donna ranger, una dimostrazione su usi e costumi dei “veri” australiani, gli aborigeni. Al termine del racconto, c’è la possibilità di esplorare alcune grotte poco distanti l’accampamento.
Torce ed elmetti vengono forniti dalla simpatica guida, ma non tutti ne approfittano; la paura di trovare serpenti all’interno è per molti un ostacolo insormontabile. Alla sera, spossati ma soddisfatti, siamo di ritorno a Perth, certi di aver speso i nostri cinquecento dollari nel migliore dei modi possibili.





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