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Svezia, gli arcipelaghi di Göteborg e Stoccolma - foto : Arcipelago di Göteborg © Kjell Holmner/Göteborg & Co.
Arcipelago di Göteborg © Kjell Holmner/Göteborg & Co.

Svezia, gli arcipelaghi di Göteborg e Stoccolma

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Simili a tante spose cha attendono l’arrivo dei loro amati. Vie acquee che paiono cambiare aspetto a seconda del proprio stato d’animo. L’esperienza è la mia. Mi regalo un po’ di fortuna. Inutile ripensare alle imbarcazioni che soffrono d’insonnia, nuovi eserciti di muse intingono nella mia mente per decidere sui doni profumati della vita.

Svezia. Nel delicato nord europeo, la sua costa rocciosa è animata da isolette, talune verdi, altre meno e più brulle. Bagnati dai mari occidentali e orientali, sono cinque gli arcipelaghi più grandi, di cui quelli più importati sono di Göteborg e della capitale Stoccolma, prima vincitrice (quest’anno) del premio European Green Capital Award, per l’impegno dimostrato nel miglioramento dell’ambiente urbano, e del raggiungimentio di un alto standard ambientale e e annesso continuo miglioramento dello sviluppo sostenibile.

L’arcipelago di quest’ultima (Svezia meridionale) viene considerato (a ragione) un autentico paradiso per velisti e amanti della barca. La stagione estiva è il periodo preferito per questo tipo di turismo, e pazienza se non si è barca-muniti, si può facilmente rimediare con brevi crociere e saltare da un’isola all’altra.

Le piccole realtà insulari di Styrsö, Brännö, Donsö e Vinga, sono fra le mete più apprezzate. Angoli di mondo dove la Natura è la sola insuperabile cortigiana del “Regno di Svezia”. Mondi isolani dove le brezze marine ti prendono per mano fino, e il profumo delle alghe fresche fa da collante ad ogni emozione portata in valigia.

Spostandosi vero Oriente, affacciata sul Mar Baltico, c’è Stoccolma, il cui arcipelago dalla forma di ventaglio, conta più di ventiquattromila “corpi emersi” fra isole, isolette e scogli, di cui soltanto un migliaio abitati. Se una grossa fetta di turisti ci arriva direttamente in barca, molte località si raggiungono su quattro ruote, per poi proseguire in battello (bianco).

L’intero arcipelago, che si estende per cento chilometri in direzione nord-sud, può ingannare i più sprovveduti. Il mondo fatato può davvero sembrare a portata di mano, e il vedere tutte queste casette appollaiate davanti al mare, trasmette una voglia irrefrenabile di abbandonare la vita metropolitana e abbracciare un mondo differente.

Quando sarò più maturo, farò tutto in uno spazio definito da mille notti, mangerò solo miele e non mi accontenterò più che la luna splenda solo sulle mie spalle. Le radici della vita non si presentano solo con un caldo benvenuto. Le isole di questa terra hanno continuato a indicarmi tutte le strade dove erano segnalate le discese, anche quando i petali non ne volevano più sapere di staccarsi dalle suole.

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LIBRI

Il divano del Nord – viaggio in Scandinavia

"Il divano del Nord - viaggio in Scandinavia" di Ennio Cavalli - Feltrinelli, 2005



6 commenti a “Svezia, gli arcipelaghi di Göteborg e Stoccolma”

  • geina alle ore 11:37 am scrive:

    dolce e leggero………..vellutato!

  • Luca Ferrari alle ore 9:02 pm scrive:

    ciao, grazie mille per il tuo poetico commento…luca

  • Caterina alle ore 12:12 pm scrive:

    Tutto cambia aspetto in rapporto agli stati d’animo.
    Conosco quei luoghi: sono da favola.
    Grazie
    caterina

  • Luca Ferrari alle ore 9:10 am scrive:

    ciao Caterina…si, una “favola” è la parotta che li descrive al meglio…cari saluti e grazie per il commento, luca

  • Raffaella Palladino alle ore 10:37 am scrive:

    La Scandinavia è la terra del sogno, non è un caso che il suo folklore sia intriso di elementi fiabeschi: troll, nani, giganti ed elfi sono l’oggetto delle leggende legate a questi luoghi di verde sconfinato, di corsi d’acqua incontaminati, di una bellezza quasi surreale.
    Una terra incantata.
    “Simili a tante spose cha attendono l’arrivo dei loro amati. Vie acquee che paiono cambiare aspetto a seconda del proprio stato d’animo.” – grazie di questa musica.
    Raffaella

  • laura arcuraci alle ore 1:13 pm scrive:

    Sei riuscito a traslare le parole, le immagini in sensazioni che si appoggiano sulla pelle: per un breve momento mi sono sentita la, in luoghi che tanto sento miei. Grazie Luca
    (il libro di Ennio è un banchetto di emozioni!)

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