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Sul sentiero per la Vetta d’Italia

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La strada verso la Vetta d’Italia è un viaggio dalle mille sorprese.

L’immensa vastità dei toni del verde che contrasta con il blu intenso del cielo, accompagna il visitatore nella strada che permette di attraversare completamente la Valle Aurina in tutta la sua lunghezza, dando la possibilità di scorgere in ogni momento i piccoli paesini.

Questa valle sudtirolese è la più settentrionale del nostro Paese. Dopo di essa, si varca il confine austriaco.

Sono circa 25 chilometri di vallata che si snodano tra piste ciclabili, piccoli boschi, chiesette di montagna e minuscoli borghi montani.

L’ultimo tratto della valle si distingue poiché la sua strada principale è talmente piena di curve, che sembra quasi fare uno slalom tra i centri abitati.

Ed è a Casere, o Karner in tedesco, che qualunque tipo di tragitto asfaltato termina.

Iniziare la camminata è come scoprire un angolo di mondo che è spoglio di qualsiasi tipo di infrastrutture e per nulla contaminato dallo smog o dal cemento che dilaga nelle nostre città.

Un largo sentiero sterrato si articola tra i pendii delle montagne circostanti, accompagnato dal corso di un fiumiciattolo che si anima allegramente vicino ad esso, con i suoi zampilli e le piccole cascate.

Il tracciato all’inizio è abbastanza facile da percorrere poiché le salite non sono particolarmente ripide.

A mano a mano che si prosegue la camminata, si scopre che la vallata si fa sempre più stretta, e i pendii dei mondi si accostano sempre più al sentiero.

Qui, gli spazi che prima erano adibiti a distese di erba verde e a piccoli boschi dove ci si poteva sdraiare per prendere il sole o fare un picnic in compagnia di amici, lasciano il posto a rocce che sporgono dal terreno o dai pendii, che riflettono con il loro grigio, ogni singolo raggio di sole.

Persone a piedi e a cavallo, mamme con i passeggini e alpinisti professionisti si incontrano in questo posto per condividere le stesse emozioni e l’amore per la montagna.

Immergersi in un caldo e profondo contatto con la natura è qui di vitale importanza per comprendere appieno la meraviglia che riescono a riservare questi paesaggi.

Chiudere gli occhi e respirare il profumo dell’aria pulita. E poi perdersi nel verde dei pini, che con la loro resina, riescono ad avvolgerti in un’essenza dal sapore intenso ma che allo stesso tempo ti riempie i polmoni con un soffio di freschezza di quell’aroma particolare che solo i boschi di conifere riescono ad emanare.

Dopo qualche ora di cammino, si raggiunge un rifugio che si apre in un grande prato verde. Già da qui è possibile vedere la punta della Vetta d’Italia, o Klockerkarkopf.

Ma nell’ultima parte di sentiero è difficile proseguire perché il pendio si fa molto ripido.

La fatica è davvero molta per riuscire a proseguire la camminata, ma una volta arrivati al Rifugio Tridentina, si capisce che compiere tutti quegli sforzi ne è valsa la pena.

Il panorama è meraviglioso. Davanti al rifugio c’è un piccolo terrazzamento dove si può ammirare buona parte del sentiero che si è percorso per arrivare da Casere fino a qui.

Ma le montagne che ti circondano, riescono a lasciarti senza fiato. Qui, il Picco dei Tre Signori che si erge in tutta la sua bellezza di fianco alla baita alpina, rispecchia il fascino di un paesaggio al naturale.

Il suo ghiacciaio riesce ad incantarti ogni giorno dell’anno, poiché sembra che i raggi del sole si divertano a lasciare impressi in esso tutti i riflessi dell’arcobaleno.

Proseguendo il cammino attraverso un sentiero pietroso, si raggiunge poi la Forcella del Diavolo, l’ultima parte di tracciato prima di raggiungere la vetta.

E una volta arrivati alla meta, nel punto più alto della montagna, è come essere in un sogno.

Significa stare in un punto che si articola nel confine del nostro paese con l’Austria. Ma invece di dividere queste due nazioni, le unisce grazie alla sua bellezza.

È come sentirsi per un attimo i padroni del mondo, ma solo perché si sa che pochi oltre a noi sono in possesso dello stesso potere. Quello di aver visto per un attimo uno sprazzo di paradiso.

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LIBRI

Diario di un viaggio a piedi

"Diario di un viaggio a piedi" di Edward Lear - Rubbettino Editore, 2009

Tanti viaggi

"Tanti viaggi" di Vittorio Orsenigo - Archinto, 2011



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