Dolci pezzi di Persia. Paesaggi desertici di grande forza e suggestione. Bellissimi e “altissimi” parchi (Lauca National Park). Città sfruttate (soprattutto dagli inglesi) e poi abbandonate (Humberstone e Santa Laura). Cimiteri lasciati a sé (a Graveyard vicino a Toco). Un’affascinante archeologia industriale collegata allo sfruttamento inglese (Humberstone e Santa Laura).
Sono i tanti volti del Cile. Delicata “striscia” di terra che carezza la costa sud-occidentale del Sud America, stretta fra la Cordigliera delle Ande e le onde dell’Oceano pacifico. Il paese, estendendosi nel continente sudamericano, Oceania e Antartide, viene considerato tricontinentale.
Come una sonda spaziale sbarcata su un altro pianeta, continuo la perlustrazione. Le tante porte colorate si trasformano in una specie di galleria di quadri a cielo aperto. I riflessi delle finestre rimbalzano da specchio a specchio come saette impazzite. Non sono meno vivaci le pubblicità di mercati o le presenze politiche e religiose, e di alcuni grandi personaggi del paese.
Il tutto mi pare un set cinematografico alla Pedro Almodòvar. Se avessi una telecamera un po’ più professionale, inizierei a girare riprese. Improvvisando. Rubando schiamazzi e tovaglie stese. Piazzando qualche cartello di spiegazione ogni tanto, strizzando l’occhio a un epico video di Bob Dylan. Manca solo la fisarmonica, ed è perfetto.
Dopo le esperienze nel Mojave Desert californiano, non posso mancare visita al Deserto di Atacama. Sarebbe scortese, e non me la sento di non andare a trovare questo signore sabbioso, situato nella regione di Antofagasta e nella parte settentrionale della regione di Atacama, nel nord del paese.
Arrivo a un momento in cui mi sembra di non distinguere più terra e cielo. Reputato il deserto più asciutto della Terra, come i suoi simili, “gode” di un’escursione termica di trenta gradi circa. Inutile vagare alla ricerca di oasi. Qui non ce ne sono. Solo tre millimetri di pioggia l’anno.
Termino la mia giornata al ristorante notturno un po’ surreale “El Corsaro” a Copiapò. Il cameriere mi deve chiedere l’ordinazione tre volte, poiché totalmente lanciato a velocità minimale nei miei pensieri. Non sono ancora sazio. Mi godo lo spettacolo dei geyser di ‘El Tatio’ che all’alba si confondono con le nuvole.




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Luca, oltre alle bellezze geografiche che gode il Cile unico paese al mondo in questo senso, vi sono aspetti non meno degni di essere presi in cosiderazione come il problema delle classi sociali fortemente lontane tra loro nel paese, la distribuzione delle ricchezze (pessimo esempio mondiale), il problema di un’educazione oramai in offerta speciale di fine stagione, un sistema sanitario tanto crudele da fare della Teleton, l’unico punto di riferimento per quelle persone ammalate che non possono permettersi la cura più banale… Viviamo piùda vicino il Cile, bello, meraviglioso e tremendamente contrastante.