Ci sono strade da percorrere per riscoprire la Fede, viaggiando lungo il cammino dei pellegrini medievali. Ci sono strade da percorrere per riconoscere la Storia, osservando il corso dei fiumi che lambisce certe terre. E ci sono strade da percorrere perché è su quelle che si è sviluppata l’economia di un continente.
Quello che ci apprestiamo a fare sarà l’ itinerario definito “Via dell’Ambra”, che dal Baltico arriva fino al mare di casa nostra, l’Adriatico. Ma, prima di tutto, perché Strada dell’Ambra? Perché le zone che attraverseremo sono ricche di boschi di conifere, da cui si ricava la resina, materia prima per la lavorazione dell’ambra.
La via nasce come tratta commerciale già in epoca precristiana, impiegata dai commercianti del Nord per trasportare il loro prezioso carico in Europa. Partendo dalla Vistola, il loro percorso si biforcava da un lato verso l’Ucraina, lungo il fiume Dnster fino al Mar Nero, e dall’altro verso Sud, in direzione dell’Adriatico. Da quelle coste le navi mercantili trasportavano poi l’ambra verso la Grecia e l’isola di Creta.
E allora, inforcata la sella, partiamo dalla prima tappa del nostro viaggio, Danzica. La capitale del voivodato di Pomerania, sesta città della Polonia per dimensioni, è anche il suo porto principale. La posizione favorevole (alla foce della Motława, diramazione del delta della Vistola) ha offerto alla città un vantaggio considerevole, rendendola l’unico approdo per i commerci marittimi polacchi (sottolineato, inoltre, dall’ingresso nella Lega Anseatica nel 1361).
Dopo Poznan, arriviamo in Repubblica Ceca, prima a Olomouc (città legata alla storia anche per la comunità ebraica che vi risiede, la cui sinagoga venne distrutta il 10 novembre 1938 durante la Notte dei Cristalli) e poi a Brno, che gli appassionati conoscono per il circuito di Masaryk, che ospita una delle gare più avvincenti del Motomondiale.
La nostra pedalata si spinge fino in Austria, nell’immancabile Vienna poi, con una deviazione, giù fino in Slovenia, a Maribor. La cittadina è adagiata sulle rive della Drava, nei pressi dei monti Pohorje. Proprio lì, alle porte della città, si trovano gli impianti di Mariborsko Pohorje, che ogni anno accolgono una tappa della Coppa del Mondo di slalom femminile.
Passata la capitale slovena Ljubljana, viriamo verso la costa, ed entriamo nella “nostra” Trieste. Patria di poeti e scrittori come Umberto Saba e Italo Svevo, e città adottiva di Jules Verne e James Joyce, la città contesa per lungo tempo da Italia e Jugoslavia, ha saputo integrare alla perfezione le diverse etnie che compongono la sua popolazione.
Chiudiamo la nostra passeggiata a Pola, località balneare croata che ogni anno attrae turisti soprattutto durante la suggestiva festa dei fuochi di San Giovanni Battista, con gli enormi falò accesi sui Monti Zaro e San Michele.
Ahimè i nostri viaggi in bici terminano qui. Tanti chilometri nelle gambe, ma soprattutto immagini europee uniche nei nostri occhi e da una prospettiva tutta nuova.





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