È formata da quattordici isole che si affacciano sul Mar Baltico. È considerata la capitale della Scandinavia. È una metropoli a tutti gli effetti, eppure a girarci in lungo e in largo non si respira affatto l’aria frenetica di tante esimie colleghe. Nonostante il passaggio di imponenti navi da crociera, le sue acque sono così pulite che ci si può fare il bagno senza problemi e pescare anche i rinomati salmoni. Benvenuti a Stoccolma.
Per tutte quelle città sorte sull’acqua, a cominciare dall’immortale Venezia, ci si sente sempre ripetere che il modo migliore per andare alla sua scoperta sia osservarla dalle proprie arterie fluviali o lagunari che siano. Non fa eccezione la capitale svedese, che grazie a un diversificato servizio di battelli è in grado, a seconda dell’interesse, di rivelare i suoi variegati e delicati volti.
Partito dalla Stazione Centrale, già dopo pochi metri un eloquente cartello indica Klara Mälarstrand, con il disegno di una nave a fianco: l’ideale per far comprendere al meglio anche a chi non mastica troppo bene la lingua. Nel cuore della città le piste ciclopedonali s’inseguono in ogni dove, con i pedoni che si devono guardare più da qualche bicicletta saettante che non dalle macchine. Pochi minuti di tragitto e l’aria salmastra mi avvolge.
A fianco del molo svetta il sontuoso Palazzo del Municipio, sede ogni anno della consegna dei Premi Nobel. Inizio con l’Historical Canal Tour, attorno la seconda isola più grande di Stoccolma, Kungsholmen. Sul mezzo sono attrezzatissimi. Cartina topografica con indicato il tragitto e i nomi degli edifici più importanti, cuffie per ogni posto a sedere in otto-dieci lingue.
Nel XVIII secolo l’isola ospitava solo fattorie. Nel corso degli anni sono diventate fabbriche, quindi uffici e infine abitazioni per la sempre più numerosa popolazione. Passo davanti al Karlberg Palace e nel parco adiacente, dove l’antico monarca Carlo XII era solito cacciare, e dove è sepolto con tanto di lapide uno dei suoi cani prediletti (Pompe). Poco dopo, ecco la colonia di giardini. Un trionfo di natura. Orti privati che il governo, a cominciare dal secolo scorso, iniziò a dare in gestione ai cittadini per far sì che potessero lasciare gli edifici in città, e godersi i benefici della vita di campagna.
Superato un altro ponte, il paesaggio si apre. È il porticciolo di Pampas, dove le barche sono vere e proprie abitazioni con tanto di obbligatorio allacciamento alla rete fognaria ed elettrica. Giusto il tempo di tornare a terra, godermi una breve passeggiata fino ad arrivare in piazza Nybroplan e sono di nuovo a bordo, questa volta sul Royal Canal Tour, direzione e circumnavigazione dell’isola di Djurgarden.
Sulle due sponde si alternano ambasciate, musei (sport, etnografico), torri, castelli. Perfino un antico mulino. Nelle immense aree verdi molte persone si dedicano al footing, altre allo yoga, qualcuno a cavallo e altri semplicemente in relax. Passo davanti a uno dei 28 parchi nazionali di Svezia, il più grande di Stoccolma, con boschi, oasi e sentieri. Si trovano varie querce secolari dove la più vecchia ha più di 600 anni.
In cima a un colle c’è anche il palazzo dell’Ambasciata Italiana, e la bandiera al vento sembra quasi voler salutare un suo connazionale lontano da casa. I cinquanta minuti di tragitto si avviano alla conclusione. Mi fa uno strano effetto pensare che l’innalzamento delle acque (pochi millimetri ogni anno) potrebbe un giorno impedire questo percorso acqueo, e addirittura l’esistenza di case che andrebbero spostate altrove. Scendo a terra non del tutto sazio di mare. Sento che vicino c’è un antico vascello con una storia da raccontarmi.
INFORMAZIONI UTILI:
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