La notte che fa perdere alle cose i contorni distinti e le luci nella Rambla che nuovamente ne mostrano le sagome: sedie l’una accanto all’altra a formare più file ordinate, mentre sull’asfalto ad onde grigie che si ripetono fino al mare un passeggiare continuo di gente; tutto il mondo vi passa.
Un sorso d’acqua a la fuente de Canaletas una muyer espanola, questa mattina ci ha narrato l’antica leggenda della fortuna bendata che toglie la sua benda per guardare chi chi si accosta alla fonte.
La nostra passeggiata en las Ramblas: chioschi di giornali aperti ” La Vanguardia” la noticias como son, cartoline, maps, giornali, gli uomini che le vendono hanno la pelle abbronzata, giacchetta blù, capelli e baffoscuro.
Avanti le Pajarerias, la notte son chiuse, ma se ti accosti a quella gran varietà di Canarios, Periquitos, Loros Tortolas Palomas, Galinas, Pavos reales li vedi saltare, li senti ripetere il loro verso.
Anche i chioschi dei fiori sono chiusi, vetrine dove las flores quasi si nascondono. Suono intanto di orologio che richiama le ore. Si disperde. Riprende fra la gente che passa: una notte di fata può essere anche questa en las Ramblas e nella noche d’Agosto. Un sorriso sincero che ruba la limpieza al cielo e il profumo al mare.
La plaza Real. Le luci, giocano contorni. Las larolas de Gaudi, palme diritte, bar tutto intorno e qui la sua prima cerveza Estrella dorata e la mia prima horchata; Isabella e Ceasid cerveza anche loro.
Cervantes, Don Quote. Le ruote dei grandi mulini a vento. I canti spagnoli, la corrida de Toros, guitarras y castanuelas. Emozioni che ora nel primo giorno di Spagna si sommano. Gli occhi ubriachi, l’udito, tutti i sensi partecipi di questa realtà alla quale io e Isabella eravamo appena approdate questa mattina.
La prima passeggiata di giorno a las Ramblas. Immagini. Suoni. Profumi. Tanti. Troppo difficile registrarli tutti. La cosa più originale è l’animazione nelle Pajarerias ora aperte, non finiresti mai di osservare.
Accanto, las Ramblas de las Flores: grandi vasi con fiori, rose rosso violento incartate in argento. Garofani belli di tutti i colori. Margherite. Cestini bianchi piccolissimi di vimini, pieni di boccioli colorati. Piantine grasse.
Una muyer espanola si offre per farci una foto ricordo e al termine della Ramblas la statua di Colombo, lo scopritore. È ardita, alta. Proiettata verso il mare; ore così non hanno bisogno di fantasia per esser dipinte meglio.
Tra fantasia e realtà c’è un ventaglio che di quando in quando si chiude: è quella l’ora in cui i sogni diventano veri.





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leggo sempre con immenso piacere li scritti della Signora Carmelina Rotundo. Sanno risvegliare pensieri assopiti che troppo spesso evitiamo di destare dalle pieghe del nostro quotidiano. brava. continua.