Lo Skye bridge è un arcobaleno di acciaio e cemento che si riflette nelle acque del Loch Alsh. Mentre lo attraverso, tra le nubi basse, il vento soffia forte.
Oltre, i raggi del sole si allungano tra le cime frastagliate delle colline Cuillin, le colorano di rosso e infiammano gli alberi. E’ un paesaggio che toglie il fiato. Lo osservo guidando sulla A87, e sorrido pensando che Skye, la più grande delle Ebridi interne, è chiamata l’isola delle nebbie dal gaelico “Eilean a Cheo”.
Qualche chilometro dopo, un cartello indica che sto entrando a Kyleakin. Vedo le rovine del Caisteal Maol, il castello del quindicesimo secolo, proprio sopra il porto del villaggio. Parcheggio lì vicino e scendo sul molo.
Un vecchio marinaio fuma la pipa mentre fissa il mare increspato. “Una volta, il traghetto che univa quest’isola alla Scozia attraccava qui” dice senza guardarmi. “Poi, nel 1995, hanno aperto quel ponte e il lavoro è finito per sempre”. Cerco di immaginare come fosse prima, quando molte persone facevano la coda e aspettavano il ferry boat. Oggi Kyleakin è solo un tranquillo posto di passaggio.
Riprendo la A87 lungo la costa da dove, in lontananza, si intuiscono i contorni sfocati della piccola isola di Pabay. Nell’entroterra, invece, l’ombra delle Red Cuillin si adagia sui tetti di Broadford. Il secondo insediamento di Skye è un paesino sul lungo mare.
Vale la pena fermarsi e passeggiare sulla strada principale che curva attorno all’ampia baia. Una ragazzina lentigginosa distribuisce volantini per visitare il Serpentarium, una mostra di rettili famosissima. Non distante si trova la superba collezione di monili e manufatti, esportati in tutto il mondo, della Skye Jewellery.
Un’ora di macchina dopo raggiungo Portree, l’unica città dell’isola. Nonostante i locali continuino a chiamarla il “villaggio” offre ciò che cerco: la vera atmosfera della cultura Gaelica. “Siamo orgogliosi delle nostre origini”, conferma la proprietaria del B&B dove trascorrerò la notte. “Circa un terzo della popolazione parla la lingua dei nostri avi” aggiunge.
Qui le tradizioni sono ancore vive. Le incontro quando vado a Somerald Square, il centro della città, e assisto a una parata di giovani con il kilt e le cornamuse. Marciano lungo le strade e suonano l’antica musica: è una melodia magica che entra nell’anima. Li seguo sino al porto, uno sfondo naturale sovrastato dalle colline intorno.
Il lungo molo ospita diverse barche da pesca e velieri. Una fila lunghissima di case colorate si alzano dal bordo delle acque e si riflettono variopinte nel mare. Mentre torno al centro della città, i colori brillanti del tramonto illuminano la piazza principale di Portree.
Ceno al Royal Hotel: un piatto di cozze appena pescate, accompagnate da una birra chiara. “Una volta questo era il McNab’s Inn” mi racconta il cameriere. “In questo luogo, Bonnie Prince Charlie lasciò Flora Macdonald, mentre fuggiva dai soldati inglesi dopo aver perso, nel 1746 a Culloden, la battaglia per l’Indipendenza della Scozia”.
Charles Edward Stewart, conosciuto come il “Giovane Pretendente”, fu aiutato da Flora a scappare “oltre il mare di Skye” per tentare una nuova impresa e liberare gli scozzesi dal giogo britannico. Solo sette giorni dopo aver aiutato il Principe la donna fu arrestata. Lui non tornò mai più.
Ma questo edificio è famoso anche perché, alcuni anni dopo, il Dottor Samuel Johnson e James Boswell soggiornarono nella vecchia locanda e consumarono “un’ottima cena, con birra, porto e punch” durante l’epico Viaggio nelle isole Ebridi.
Anche loro, come me, devono poi essere usciti a respirare l’aria frizzante di una serata scozzese per ammirare le vecchie vetrine colorate. Molte persone chiacchierano ancora sedute sulle panchine in ferro nella piazza principale di Portree. Dopo averla attraversata torno al mio alloggio.
La notte si allunga sulla baia. (1. Continua)





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Questa descrizione sembra essere uscita da un libro.
Barbara
Gentile Barbara,
grazie per il tuo commento.
Skye è un luogo unico che coniuga bellezze naturali e storia gaelica.
complimenti: domani partiremo per il nostro quinto viaggio in Scozia alla volta di Skye e questo articolo è molto interessante e… “invitante”.
Sono tornata da 15 gg da uno stuoendo viaggio di nozze in Scozia….
è tutta meravigliosa ma Skye è davvero magica, soprattutto la penisola di Waternish…. peccato che il 14 e 15 agosto DILUVIAVA!! se ci fosse il sole sarebbe ancora più strepitosa!
Gentile Michele,
ormai sarai tornato dalla splendida Skye.
Mi auguro ti sia rimasta nel cuore come è rimasta nel mio.