Fuori dal B&B che dà sulla baia, l’erba umida di brina riluce con il sole del mattino. Il mare si imporpora all’orizzonte e l’aria è fresca e leggera da respirare. E’ il tempo ideale per esplorare l’estremità nord di Skye.
Prendo la A855, e qualche chilometro dopo il villaggio di Portree sembra di entrare in un mondo incantato. Le acque luccicanti dello Storr Lochs riflettono un cielo vasto e chiaro, dove si stagliano pinnacoli e colonne.
Il più famoso e spettacolare è l’Old Man of Storr, una foglia di salice in pietra alta 50 metri. Proseguendo sempre verso nord, si può parcheggiare la macchina e camminare sino alla Kilt Rock, da dove una cascata si tuffa per 90 metri nel mare.
Dalla collina dopo, invece, lo sguardo si posa sulla Baia di Staffin, punteggiata da case bianche. C’è anche un museo che custodisce ritrovamenti fossili e ossa di dinosauro. In questa zona furono scoperte diverse impronte dei grandi rettili.
Per arrivare a Duntulm e ai resti della fortezza del promontorio le strade sono strette, a una sola corsia. Un po’ più avanti, tra edifici di pietra nera coi tetti di paglia, lo Skye Museum racconta la vita delle Highlands. Proprio qui vicino c’è la croce celtica poggiata sulla tomba di Flora Macdonald.
Passando attraverso Kilmur, il “Granaio dell’isola”, raggiungo Uig. Da questo villaggio partono i traghetti per Lochmaddy e Tarbert sulle isole Uist e Harris, le Ebridi Esterne. Ci si imbarca dalla suggestiva baia a ferro di cavallo. Il borgo è deserto: a farmi compagnia solo la statua dedicata ai morti delle due Guerre Mondiali.
Dopo aver lasciato il porto e guidato sino a Bove, devio sulla A850 verso Edinbane, dove si trova la Pottery, famosa in tutto il mondo: dentro c’è ogni tipo di manufatti in ceramica cotti nella fornace. E’ impossibile lasciare Skye senza un ricordo speciale. Così come è impossibile non visitare il Dunvegan Castle, qualche chilometro più avanti.
La fortezza del Caln MacLeod fu costruita su una roccia, una volta circondata dall’acqua salata. Prima di entrarvi, attraverso i pittoreschi giardini boschivi, dove l’eco delle cascate raggiunge il portone del castello. Dentro si possono ammirare i ritratti di famiglia, mobili antichi, libri, trofei e armi. Ma l’attrattiva principale sono i resti della “Fairy Flag”, la Bandiera Fatata.
“Secondo la leggenda è parte della coperta in cui le fate avvolsero un bambino capo clan per preservarlo dal male” racconta la guida del Dunvegan. “Ma esiste anche un’altra versione che fa risalire la storia a una Crociata cui partecipò un capo scozzese in Terra Santa.
Lì incontrò un demone donna: durante la lotta lasciò nelle mani dell’uomo il bordo del vestito prima di scomparire negli inferi. A prescindere dalla sua origine – prosegue la donna -, la bandiera ha proprietà soprannaturali. Chi la possiede, può sventolarla solo tre volte per prevenire dei disastri. E’ già stata usata in due occasioni…” .
Dalle massicce torri grigie e dalle antiche merlature del castello, si vedono alcune foche nuotare nel lago vicino, mentre in lontananza due picchi piatti, alti 500 metri, si stagliano nel cielo trasparente. Vengono chiamati Macleod’s Tables.
Li seguo con lo sguardo anche dalla strada quando mi dirigo verso Carbot, dove pranzo in un vecchio Pub sulla baia. Lì, vicino al mare, c’è la Distilleria Tallisker: si sente il profumo del whisky nell’aria. Qualche passo, ed entro nell’edificio che custodisce tra le sue teche la leggenda e la storia del luogo. Al primo piano inizia il tour guidato.
“Non c’è maltaggio nella nostra fabbrica” racconta la guida. “Portiamo l’orzo cresciuto sulla Black Isle e lo trasformiamo in malto al Muir of Ord”. Alla fine del giro, si può assaggiare il prodotto: è molto forte e profumato.
Riparto verso il sud dell’isola, passo di nuovo da Bradford e dopo 27 chilometri raggiungo Armadale. Qui arriva il traghetto da Mallaig, nell’entroterra scozzese: per i turisti è un’alternativa eccitante al Ponte di Skye. In questo villaggio c’è anche il Clan Donald Visitor Centre, un vasto complesso dove si scorgono le rovine del Castello e il Museo delle Isole. La Biblioteca del Clan Donald, invece, è uno scrigno di collezioni sulle Highlands. Ma quello che lascia senza fiato sono gli imponenti giardini vittoriani.
Tornando verso la terraferma, guardo per l’ultima volta le cime frastagliate delle colline Cuillin, colorate di rosso dai raggi del sole, al tramonto. Mentre attraverso lo Skye Bridge, la nebbia alle mie spalle avvolge l’isola. (2. Fine)






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