Dopo tanti treni presi a scorrazzare in Italia, finalmente il brivido di riprendere quota. Ed eccomi di nuovo lassù. Direzione, nord. Sopra la Manica per sbarcare nel regno di Sua Maestà. E quando arriva il momento in cui dal finestrino dell’aereo, vedo entrambe le coste (francesi e inglesi), beh, non riesco a non meravigliarmi.
Pur non avendo lasciato un clima particolarmente caldo, a darmi l’accoglienza a Londra, trovo qualche corrente niente male. Apollo non deve essere troppo amato da queste parti. Pur masticando abbastanza bene l’inglese, con il famigerato cockney (il dialetto della capitale inglese), confesso di avere seri problemi.
E così, fra una richiesta ignorata (non capita) di un poliziotto e una valigia che credevo d’aver perso, riesco a raggiungere la mia meta, dopo qualche cambio di metropolitana. Golders Green, sulle colline. Poco distante dalla tanto amata Camden Town. È solo una tappa. Sarà solo per poco.
L’indomani inizio a perdermi (volutamente) nel reticolo sotterraneo. Vado a Piccadilly, Tottenham, e un po’ più fuori zona a Wimbledon, dove a darmi una pastina locale, trovo una ragazza di Milano. Un saluto fra compatrioti e poi via, il giorno dopo sono in tutt’altro scenario.
Dire Cambridge è sinonimo di cultura. Non solo inglese, ma mondiale. Cittadina della Gran Bretagna, si trova a nord-est di Londra ed è capoluogo della contea del Cambridgeshire. È sede di una fra le università più antiche (e rinomate) al mondo e del Fitzwilliam Museum (dove si trovano le opere William Blake, Alfred Sisley e Tiziano.)
Seconda per anzianità inglese solo a Oxford, la leggenda narra che fondata da alcuni studenti nel 1209, dopo essere fuggiti da Oxford a seguito di una lite coi locali. Degli innumerevoli ricercatori che sono passati per le aule dell’istituto, sono ben ottantuno i premi Nobel conseguiti.
Ed è sul fiume Cam (affluente del Great House), che si svolgono le celeberrime gare di canottaggio fra le università inglesi.
Girare per la città, si respira un’aria gotico-medievale. Molto distante dall’arte cui siamo abituati in Italia. Il cielo grigio. I pub. L’erba verde in contrasto con gli edifici austeri. E le lunghe passeggiate fra i salici e il mercato. Un’aria inglese. Come spesso ce la s’immagina da queste parti.




Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car




