Dimenticate le basiliche romaniche. Tralasciate il Rinascimento. Quando la neve ha la fortuna di posarsi sull’arte en plen air, si può solo chiedere che tutto resti così immutato. Spazi immensi, amalgamati da un soffice strato,quasi più invitante di uno dei loro dolci tipici, la sacher. Questa è l’Austria. Questa è Vienna.
Appena dietro le Alpi c’è una piccola (per estensione) nazione che ha dato i natali e l’ispirazione a numerosi geni del pentagramma: Mozart, Brahms, Beethoven, Liszt, Schönberg, Salieri. Un viaggio verso la capitale austriaca, e sai già dove puoi arrivare. Laggiù. Periferia ovest della città. A Hietzing. Li c’è il Castello Schönbrunn, costruito sul modello della reggia di Versailles.
Schönbrunn, l’antica dimora imperiale d’Asburgo (utilizzata dal 1730 alla fine del primo conflitto mondiale), dove l’acerrimo nemico Napoleone Bonaparte vi dimorò per quattro lunghi anni tra il 1805 e il 1809. Ed è sempre in questo storico edificio che Carlo I firmò la propria abdicazione ponendo così fine alla secolare Monarchia Austriaca.
Per chi avesse poca dimestichezza con la lingua tedesca, è bene ricordare che il nome di questo edificio, uno degli indiscussi simboli viennesi, sembri provenire da un aneddoto riguardante la vita dell’Imperatore Mattia d’Asburgo (1557-1619). In occasione di una battuta di caccia in questa zona (all’epoca di campagna, e non inglobata nella città), il monarca vi scoprì una fonte d’acqua limpidissima, da cui il nome di schön brunn (bella fonte).
Il parco (stile barocco) fu progettato da Jean-Nicolas Jadot e Adrian von Steckhoven sotto la direzione della stessa imperatrice Maria Teresa d’Austria (1711-1780). Sarà sempre lei a commissionare la loggia della Gloriette, realizzata in cima alla collina, e il Neptunbrunnen , la Fontana di Nettuno.
Storia, certo. Architettura, ovviamente. Fauna, senza dubbio: sempre qui si trova uno degli zoo più antichi del mondo. Ma c’è anche un aspetto più delicato. Sopra il manto bianco si nasconde il verde di una delicata vegetazione, oltre alla rinomata Serra delle Palme. E’ proprio qui che nel 2010 è stato esposto per alcune settimane il leggendario mirto di Maria Teresa, gioiello vegetale e regalo di nozze che il sultano osmanico fece all’imperatrice nel 1736. La pianta, alta due metri e cinquanta, viene esposta solo raramente al pubblico vista la sua secolare età (300 anni).
A Schönbrunn i turisti arrivano a milioni ogni anno. A prescindere dalla stagione. Ma per essere sicuro di avere capito bene cosa si nasconda, vado a trovare un sonnolento orso polare. Il clima si sposa con il suo manto. Forse non capisce l’italiano, il suo bramito un po’ sonnolento invece è forte e chiaro. Messaggio ricevuto. Fierezza e delicatezza.





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ho visitato Schonbrunn alcuni anni fa vedere le fote con la neve mi ha lasciato
incantata
ciao Gianna, grazie per il tuo commento. Eh si, sono immagini che stregano. La magia della neve sulla magia viennese…un caro saluto