La mitologia racconta che in seguito a una lite Giove scagliò contro Saturno una delle sue proverbiali saette mancando però il bersaglio; la saetta andò ad infrangersi esattamente nel luogo dove oggi sorge Saturnia. Qui, a sud-est della vallata omonima, nascono le sorgenti termali di acqua sulfurea che spaziano dal monte Amiata sino alle colline di Albegna e del Flora, proseguendo ancora più a sud verso la maremma grossetana.
Quando giungo sul luogo con ancora negli occhi le meravigliose colline di Scansano, dove si produce il famigerato morellino, il vino prediletto dal generale Garibaldi, l’immensità della sera ha già avvolto la natura che mi circonda.
Un amico, già conoscitore del luogo, mi tranquillizza assicurandomi che lo spettacolo che da lì a poco avrò il piacere di sperimentare è garantito. Io intanto mi chiedo che genere di terme ci possano essere in quel bosco, accessibili di notte e nascoste nel buio.
Quando accedo in una sorta di spianata ai piedi di un leggero declivio, le tenebre della sera lasciano spazio ai lumi di misteriose candele che scorgo sparse senza ordine come lucciole nella notte. Attorno a esse ombre, ombre di uomini e donne confabulano a voce bassa quasi con rispettosa discrezione del luogo stesso.
Addentrandomi con circospezione e una curiosità ormai quasi famelica, percepisco uno scroscio prima sommesso e poi sempre più forte e nitido che mi avverte l’avvicinarsi delle piscine termali. Qui inizia l’idillio: acqua calda, piccole cascate che si incrociano creando un effetto di idro-massaggio, i vapori che ti avvolgono e cullano mentre ti abbandoni alla vista di un cielo stellato, il cielo di una magica notte d’estate.
Da millenni Saturnia è meta per chi cerca di ristoro e pace. Prima gli Etruschi prima e poi i Romani, si recavano per rilassarsi nelle calde e salutari acque di queste sorgenti. E immerso nell’atmosfera dionisiaca del luogo, avverto nell’aria il vento del tempo, l’anima della storia che qui in questa precisa ora della notte deve essere, anzi è la stessa e medesima di sempre.
Uomini e donne qui smarriscono i propri volti e la propria identità riducendosi a ombre di un immaginario teatro antico in cui si muovono come danzando con gesti lenti e mai violenti. Il silenzio domina, le fiamme scomposte e ammiccanti delle candele donano solo piccole e sfuggenti fonti di luce che continueranno ad ardere sino al mattino.
Quando il giorno dopo torno sul luogo per vedere alla luce del giorno quel teatro notturno, posso ammirare le incredibili piscine di roccia calcarea che si aprono come petali dalla cascata principale. Ma ora che sono affollate da uomini e donne in cerca dei benefici terapeutici, e con il sole che splende alto nel cielo, la magia della notte è sparita. Ma pronta a rinascere a fine giornata.





Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car





Complimenti ai descritto il posto sublimandolo come merita, ed lo ai rivelato attraverso la poesia Bravo Luca.