Se non avete mai visitato la costa nord della Sardegna e in particolare la Costa Smeralda avete commesso un grave peccato. La Sardegna è uno dei luoghi d’Italia che più ti lasciano a bocca aperta.
C’è una parte dell’isola che è di una bellezza che non si descrive a parole. E’ necessario vederla con i propri occhi. La si può cogliere solo con lo spirito. Con un animo predisposto a riceverne le sensazioni che essa trasmette.
Mi sto già specchiando nelle limpide acque del mar Tirreno sperando di non fare la fine al femminile dell’egocentrico Narciso. Ma è una bellissima sensazione vedere riflettere la propria immagine in questo mare meraviglioso. Di un blu intenso.
Acque splendidamente limpide e insenature marine. Una costa frastagliata di un marrone intenso ricoperta di macchia mediterranea. Natura ancora selvaggia. Piccoli scorci di un paradiso terrestre. Le deliziose casette abbarbicate sui promontori rocciosi, come lungo le strade, sono addobbate con cura da fiori dai colori intensi e vari. Questa è la costa nord della Sardegna.
Curve tortuose da un paesino all’altro. Giungo a Poltu Quatu dove le acque del mare hanno creato un laghetto al centro dell’abitato. Qui le sue anatre si pavoneggiano indisturbate spruzzando acqua dai loro becchi e accogliendomi in un bellissimo angolo della regione. La natura è lussureggiante. Tutto sembra ancora conservarsi incontaminato. Al suo stadio primordiale.
Poltu Quatu è il Porto nascosto (dal significato del suo nome in sardo) della Costa Smeralda, incastonato come una pietra preziosa tra la roccia granitica e la macchia mediterranea. C’è un profumo di mirto, rosmarino e corbezzolo che ti entra nelle narici.
Procedo nel mio viaggio facendo una piccola visita a S.Teresa di Gallura dove il sole è già tramontato al mio arrivo. C’è una piacevole brezza. Immergersi nelle acque delle sue piscine naturali incavate nelle rocce è un piacere ineguagnabile. La sabbia è rovente nelle sue interminabili spiagge bianche. Profumo di salsedine.
C’è movida invece a Porto Cervo, l’approdo del jet set italiano ed internazionale nel cuore della Costa Smeralda. La baia dei milionari che qui giungono con i loro giganteschi panfili facendola da padroni. Di sera dalla spiaggia si intravedono i loro tecnologissimi yachts illuminati. Si odono le note della musica che fa da sottofondo alle loro serate.
All’indomani, a bordo di un barca decido di regalarmi un breve tour per la Costa. Giriamo senza sosta tra le sue insenature e i suoi isolotti rocciosi. Affacciata sul bordo della prua un vento caldo mi riscalda la pelle. Scorgo da lontano l’isola di Caprera dove Garibaldi trascorse gli ultimi venti anni della sua vita. Sto visitando l’arcipelago della Maddalena.
Appena la piccola barca fa il suo ingresso nel Porto della Madonna, rimango estasiata dall’azzurro intenso delle sue acque. Si tratta di un piccolo porticciuolo così denominato proprio dal suo colore che, secondo la tradizione popolare cristiana, richiama quello del manto della Madonna.
Il movimento della barca diventa sempre più percepibile. Stiamo attraversando le acque delle Bocche di Bonifacio. Le correnti tra la punta più alta della Sardegna e la Corsica sono molto forti. Strattonati dal vento a fatica riusciamo a vincere le forze di Eolo e a superare questo tratto. Scorgo in lontananza l’isola della Maddalena.





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