Gli dei dell’Olimpo un tempo passarono da qui. Insieme a loro la corrente portò anche culture, commercio e purtroppo anche tanto se non troppo turismo.
Egeo dell’est, Grecia per la precisione con una spruzzatina di Turchia in sottofondo.
Sì, perché l’isola di Samo è a poche miglia sia dalla più famosa Chio, che da quel grazioso arcipelago chiamato Dodecaneso, che anche dal territorio turco.
Prendere la palla al balzo saltando sul primo aereo allora ha il gusto d’aver colto i tipici due piccioni con una sola fava: leggasi un viaggio che ci porta a contatto con la stupenda cultura greca che strizza l’occhio alla bianca mezzaluna.
I trentatremila abitanti proteggono un tesoro forse inaspettato per un turista da sempre attento ad altri scorci “da viaggio organizzato”.
Infatti non dimentichiamo che Samo custodisce sulla sua costa un gioiello d’infiniti carati.
Chiamato Pythagoreion questo antico porto è stato inserito a diritto tra i Patrimoni dell’Umanità per mano dello stesso UNESCO.
E di certo questo sito non soffre di solitudine visto che non distante sorge il tempio diptero dedicato alla dea Era che con esso ha diviso l’importante onorificenza mondiale nell’anno 1992.
Mille metri dividono questa isola dal territorio turco e immergersi in queste acque crea la sensazione tipica di chi ama sostare sulla linea di demarcazione tra due stati, dondolando sul filo di una divisione che è solo cartografica.
Se poi anche lo stomaco brontola possiamo unire al cibo di questa fertile isola un bicchiere del rinomato nettare estratto dall’uva Vathy che si dice essere un’esplosione di piacere per il palato più ricercato.
Il verde che sale da questa feconda terra può riempire la bisaccia del visitatore di frutti d’ottima qualità, come l’olio d’oliva, il miele, i fichi e anche la seta.
Una terra che forma con le altre isole una vera e propria costellazione geografica.
Uno schema di spazi così particolare che non poteva che partorire una figura culturalmente affascinante come Pitagora.
Il filosofo, anche se riduttivo dargli solo quest’appellativo, si nascondeva dietro il mistero che avvolgeva lui, i suoi seguaci e quella strana dottrina che si ostinava a non trascrivere perché credeva nella superiorità della parola orale rispetto a quella scritta.
Altra epoca, strane formule e un alone di mistero.
Perché non andare allora a ricercare quest’emozioni in quest’angolo di Grecia?
Samo, silente aspetta.




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