Un tuffo nel blu. Dove gli spicchi delle onde s’incastrano senza fatica nei meccanismi meno elaborati degli uomini. Un galoppata nelle sfumature d’albori e tramonti. Nel cielo si può improvvisare una partita a dama con le nuvole. Il vento ruggisce e carezza. Lì. Sul Mar Ligure, dove bagna la genovese Santa Margherita.
Se qui c’è il sole, tutto sembra attraversato da un’atmosfera magica. Diversa dalla stagione estiva quando invece la città è “aggredita” dai turisti. Quando il cielo è terso e l’aria fredda pizzica il viso di ronda sul porto, ti rendi conto che il contatto con la natura ti porta ad avere un’intimità maggiore con te stesso.
Santa Margherita Ligure (Santa Margaita in ligure; anticamente: Pescino), detta la Perla del Tigullio, è un comune italiano di diecimila abitanti circa, nella provincia di Genova in Liguria. Rinomato e molto apprezzato centro turistico e balneare della Riviera Ligure di Levante.
Storia tormentata quella del suo nome. Napoleone Bonaparte, una volta occupata Genova, unì con un decreto imperiale le due municipalità di Santa Margherita Ligure e San Giacomo nell’unico comune di Porto Napoleone. Ebbe vita breve. E dopo altre vicissitudini, solo nel 1863, grazie a un altro decreto (reale, di Vittorio Emanuele II di Savoia), tornerà a prendere il suo nome effettivo.
D’inverno, con il sole che illumina le facciate dipinte delle case (cosa tipica soprattutto della riviera qui di levante), si cammina con l’impressione di essere in un posto unico. In un luogo semplicemente prezioso. Un perfetto connubio tra ciò che la Terra ha creato e ciò che l’uomo ha annesso.
Una sguardo dall’alto abbraccia il Monte di Portofino con il suo promontorio. E giù nella conca, Santa Margherita Ligure, mentre di fronte s’intravede Portofino. Un rintocco dal porto, e un saluto all’incantevole chiesa di San Giacomo. Piccola e graziosa, dalla quale c’è un’ipnotizzante vista sul mare e per questo scelta da molti innamorati per celebrare le proprie nozze.
Ritornando a Santa Margherita, fra i monumenti più significativi, la statua di Cristoforo Colombo (Genova, 1451 – Valladolid, 1506), che punta il dito verso l’America. Con suo sguardo impavido verso l’orizzonte. A fissarlo troppo, si riesce quasi a carpirne l’adrenalina che deve aver provato nell’aver sfidato le Colonne d’Ercole. Un bagliore mi colpisce. Cade una lacrima senza avere il tempo d’infrangersi a terra. Il vento l’ha salvata. L’ha portata via. La sta cullando. Soave come una bimba. Come Santa Margherita Ligure.





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Non esistono solo le bellezze del Levante che, a discapito del Ponente, é stato “conservato” soprattutto per i tuisti, quelli con i soldi, diciamocelo. Anche il Ponente offre bellezze tutte da scoprire, forse meno leziose, più ruvide, ma sicuramente autentiche. E lo dice un’ebrea che NON ama Genova, la città dove purtroppo vivo da molti anni, nè ama i genovesi per il loro carattere e per la troppa ipocrisia e il troppo provincialismo. Quindi non mi si potrà accusare d’essere di parte!! shalòm a tutti, Tosca.
ciao Tosca, grazie per questo sincero commento