Cosa farebbe un principe o una principessa se d’improvviso si trovassero nel nostro 2009? Qualcuno ci ha già provato a raccontarcelo col film “Come d’incanto” (2007, di Kevin Lima), ma io voglio andare oltre. E assumendo le loro sembianze, in un mondo sconosciuto, dove me ne andrei? In Repubblica Ceca, è ovvio, terra di castelli e fortezze di glorioso lignaggio.
Solo in questo stato dell’Europa orientale, sono quasi duemila (di cui duecento visitabili) gli edifici con un passato aristocratico. E se in parte le antiche dimore principesche sono di proprietà dello Stato, la maggior di esse appartengono a privati spesso discendenti diretti di nobili casate.
Da Nord a Sud, dal cuore della capitale a speroni di roccia sperduti, dalle aspre fortezze inespugnabili alle eleganti dimore nobiliari. Lì nel mezzo, un patrimonio architettonico (ben controllato dall’UNESCO) che non aspetta altro di essere scoperto non solo da amanti dell’arte, ma anche dagli innamorati.
Una delle mete più apprezzate è il castello gotico di Karlstejn, poco distante da Praga. Voluto da Carlo IV (1316-1378), Imperatore del Sacro Romano Impero, per custodire i gioielli della corona e le sacre reliquie, la fortezza (inespugnabile) è caratterizzata da un’alta torre centrale nella quale c’è la cappella di Santa Croce.
Più a Nord invece, sulle rive del fiume Vltava, ecco spuntare il maniero Hluboka nad Vltavou, ritenuto il più romantico del paese, nonché di richiamo all’arte inglese. Fu il principe Schwarzenberg in persona infatti, grande appassionato di cultura britannica, che a metà del XIX secolo fece ristrutturare il maniero ricalcando lo stile gotico dei reali Windsor.
Per i palati amanti dell’acqua, e di una serena “passeggiata a remi” sulle rive di un lago, il castello di Cervena Lhota è una vera delizia per gli occhi, anche se, il colorito rosso delle pareti pare rievochi leggende di omicidi e fatti di sangue. A guardarlo non si direbbe, anzi quel colore carnoso pare puntare diritto alla passione.
Vegetazione. Ispirazione italiana. Atmosfere soavi e talvolta austere. Ma anche parchi e boschi. Come sentinelle della bellezza, o alle volte tutti insieme come il complesso di Becov, in Boemia occidentale, dove sono conservate collezioni di dipinti, arazzi e soprattutto il preziosissimo reliquario di San Mauro, rinvenuto nel 1985 dopo quaranta anni di ricerche proprio sotto il pavimento della cappella del castello.
Ne avrei ancora da girare, ma qualcosa mi viene incontro. Non so spiegarlo. Sento come una carezza del vento, e capisco che mi devo fermare. E restare con gli occhi aperti, mentre intorno a me, nuovi cosmi si prendono per mano. Siamo proprio sicuri che gli spiriti dei principi e principesse, di notte, invisibili ai più, non escano a mantenere intatte queste meraviglie?





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