Esiste un tempo della neve. È il tempo del silenzio, che rende immobili paesaggi e città. Luoghi e atmosfere cambiano volto, incipriandosi di bianco. Tutto tace, mentre case, strade e piazze indossano stoffe rare e preziose. Quelle che solo la Natura sa tessere. Le luci della sera scavano, con i loro riflessi, nell’aria gelida dell’inverno. Sotto i lampioni, i fiocchi sembrano intrecciarsi con il vento per tracciare disegni nell’aria.
I centri storici della Puglia sono deserti. Sulla neve che comincia a posarsi, solo le tracce di qualche viandante solitario. I disagi lungo le strade provinciali che collegano i vari centri murgiani cedono il posto alla bellezza di un paesaggio mozzafiato. La Murgia barese innevata, con i suoi consueti silenzi, lascia senza fiato. Quasi si riesce a percepire la solitudine delle pietre, che diventano invisibili sotto un manto di gelo.
Chi vive in questi posti, li riscopre diversi. Nuovi. Bambini e ragazzi approfittano della chiusura delle scuole per giocare nelle piazze. È l’estate del freddo. Durante la giornata, le loro voci vivacizzano l’atmosfera. E la sera sembra fermare le lancette dell’orologio, mentre i vetri appannati delle finestre parlano di famiglia.
La neve non rispetta ogni anno l’appuntamento con la Murgia. Questa volta è stata puntuale. Ha fatto tappa ad Altamura, Andria, Ruvo, Gravina, Minervino, Corato, Spinazzola, Cassano, Bitonto, Toritto, Santeramo, Grumo, Poggiorsini. Resta intatto il suo fascino, nonostante in alcune zone di periferia abbia raggiunto gli oltre due metri di altezza. E i disagi non sono stati pochi. Ma questo è solo uno dei volti bianchi della neve. Forse il più triste.
È viaggiatore chi riesce a meravigliarsi delle bellezze vicine. Chi prova a osservare la città in cui vive per scoprire che ogni volta c’è sempre qualcosa di nuovo. Di diverso. Le nevicate invitano a passeggiare. Un’occasione imperdibile per frenare i ritmi impazziti della quotidianità. Per togliere il piede dall’acceleratore. Solo così non passano inosservati palazzi ed edifici antichi ridipinti di bianco. Aiuole coperte da uno strato di ovatta gelata. Campagne che assumono le stesse sfumature del cielo.
Le città della Murgia barese, per qualche giorno, si sono trasformate in una mostra a cielo aperto. Paesaggi dipinti su tele d’aria con il pennello del passato e le sfumature del presente. Tanti hanno immortalato il manto bianco con scatti fotografici in bianco e nero. E qualcuno si è divertito ad abbozzare scorci irriconoscibili su fogli di carta.
La neve era attesa qui. Poche ore per lasciare il segno. Per cancellare i mille pensieri dell’uomo, che ritrova se stesso anche in queste occasioni. Davanti a una cioccolata calda. Mentre fuori i fiocchi continuano a cadere lenti e intensi. La neve lascia il fango sulle strade, ma pulisce l’anima. Trasforma i luoghi in posti magici. E gli uomini diventano, per qualche giorno, visitatori delle proprie città. Ritrovando, come scriveva Italo Calvino, un passato che non sapevano più d’avere.





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