In una pianura percorsa dal fiume Arc, dalla cui sponda destra dista circa due chilometri, nella Francia meridionale, sorge Aix-en-Provence. La città è situata su un leggero pendio volto a sud, in prossimità delle prime colline che circondano la montagna Sainte-Victoire.
Dopo aver fatto parte della Gallia romana, l’antica Aquae Sextiae è stata una città episcopale che, nel XVII e XVIII secolo, con l’istituzione degli Stati della Provenza, ha vissuto un momento culturale molto vivace. Un passato storico importante come testimonia il suo ricco patrimonio medievale e barocco.
La Città Episcopale è costituita dalla famosa cattedrale di Saint-Sauveur, con il battistero e il chiostro, uno degli edifici religiosi più conosciuti della città. Pregevoli anche la cappella dei Penitenti Grigi, la chiesa della Madeleine con il suo altare del XV secolo e ancora alla chiesa Saint-Jean di Malta che custodisce la tomba dei conti di Provenza.
Lo splendore dell’arte barocca si esprime straordinariamente su Corso Mirabeau e nelle vie intorno, dove negli angoli delle strade strette sorgono più di 160 hotel Particulier progettati da architetti italiani, parigini o fiamminghi.
Gli edifici pubblici, l’Hotel de Ville, il Palazzo di Giustizia, Torre degli Augustins o Pavillon Vendôme, si inseriscono in un’urbanistica anch’essa di chiara influenza italiana con numerose fontane che hanno fatto la fortuna dell’antica città dei “Eaux di Sextius”.
In una viuzza al riparo da sguardi indiscreti, “spunta” il giardino del Pavillon, testimone degli amori segreti del duca di Vendôme. Un giardino composto da bossi tagliati intorno ad una fontana centrale dove due roseti profumano l’aria intorno. Un luogo privilegiato per gli abitanti della città, un luogo di calma e serenità dove il tempo sembra essere sospeso.
Parlare di Aix-en Provenne significa anche raccontare l’arte sopraffina dell’artista Paul Cézanne (1839-1906). Le opere del famoso pittore si possono visitare tutto l’anno nei numerosi siti di Aix che lo celebrano.
È possibile anche visitare il suo laboratorio l’atelier des Lauves, rimasto intatto, la casa di famiglia Jas de Bouffan, aperta al pubblico dall’inizio del 2006, o ancora les carrières de Bibémus, il luogo dove l’artista perfezionò la sua tecnica su motivi.
Un altro edificio da non trascurare è il Museo Granet, uno delle strutture più ricche della provincia, che ospita le opere più importanti della pittura francese dal XVI secolo al XX secolo e delle differenti scuole olandesi, fiamminghe ed italiane.




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