Più di un milione di abitanti e la capacità innata di collezionare definizioni curiose. Praga e il suo elenco di “modi di dirla”. La capitale della Repubblica Ceca si mostra come La città dorata, ma anche ha il gusto di vestire i panni di una Parigi degli anni venti negli anni novanta.
Vanto poi di se stessa è il chiamarsi Città delle cento torri, essendo un po’ Madre di tutte le città e con un cuore che è Il cuore d’Europa. Praga città dei musei, vorremmo anche aggiungere.
Tramite il tram numero 17 si arriva alla fermata di Křižovnická e s’incontra il primo luogo da visitare. Dalla più profonda selva di brividi ecco che si aprono le porte del Museo Medioevale degli Strumenti di tortura: una mostra della capacità umana di mettere l’ingegno al servizio della violenza. Avversari politici, presunte streghe ed eretici di certo non ringraziano.
Smessi i panni (per i maschietti alquanto gustosi) dell’indagatore dell’incubo possiamo lentamente scivolare verso il Franz Kafka Museum e gustare la bellezza della penna di uno dei maggiori protagonisti della letteratura del novecento.
Piatti forti in mostra le prime edizioni di tutti i suoi libri e una vasta collezione inedita di manoscritti, lettere e diari. Si offenderebbero i praghesi se non faceste un salto però anche al loro Museo Nazionale: il più grande della città che ospita varie mostre come quella dedicata alla preistoria della Boemia, della Moravia e della Slovacchia.
Immancabile anche il Museo delle Cere, posto in ben due luoghi della città (uno non distante da Piazza Wenceslas e l’altro vicino al Karlův most). Curioso e affascinante il Museo delle Miniature nella zona del suggestivo Castello di Praga che al suo interno custodisce addirittura il libro più piccolo del mondo: trenta pagine di 0,9 millimetri quadrati.
Ovviamente ne esiste anche uno dedicato alla storia della città. Con esso poi non si può che citare il museo dedicato a Mozart (che qui soggiorno nel 1787) e quello dedicato all’artista ceco Alphonse Mucha. Ma non possiamo lasciare una città così affascinante senza toccare gli elementi più stravaganti della sua offerta museale.
Fermarsi a osservare la storia della farmaceutica (e delle farmacie) ceche dal rinascimento fino al diciannovesimo secolo, per esempio. Oppure sostare davanti al modello in legno e carta di una Praga di centocinquanta anni fa, opera di un bibliotecario di nome Antonin Langweil e fiore all’occhiello del museo cittadino.
Per ritornare poi al brivido con il quale avevamo iniziato, che questa volta si concretizza nel Museo dei Fantasmi di Praga, perfettamente introdotto dalle parole del sindaco della città:
“Ogni giorno camminiamo nella solita Praga, attorno ai suoi muri, senza sapere le storie che essi nascondono. Camminiamo con gli occhi bassi e spesso non guardiamo a più di un metro d’altezza. Questo museo può aprire, o quantomeno dischiudere, i nostri occhi. Così potremmo percepire la magia che appartiene alla storia di Praga”.
Già, Praga, città magica.





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Concordo, Praga città magica! E musei favolosi!