Giovedì, 11 Marzo 2010
GLI SPECIALI: «I fiordi della Norvegia» | «Irlanda del Nord, bellezza contesa» | «Vysocina, il cuore della Repubblica Ceca»

Viaggi

Portogallo da surf 2 - foto : Tramonto sulla spiaggia di Peniche © Sophie Brick-Aida
Tramonto sulla spiaggia di Peniche © Sophie Brick-Aida
17.06.2009

Portogallo da surf 2

Anche Josè Saramago, nel suo Viaggio in Portogallo, passò dalla penisola di Peniche. Seduto in uno dei ristoranti, guardando dalla finestra la sagoma sfumata di una delle isole Berlengas, annotò: «Il viaggiatore, per atavismi remoti, è fatalista quando non c’è altro da fare: quel che non ha rimedio, è rimediato. Andare alle Berlengas non è possibile, e quindi si vada a pranzo».

E ancora: «La vita toglie con la mano destra, concede con la sinistra, o qualcosa del genere. Il viaggiatore si è ritrovato le Berlengas nel piatto, le isole e tutto il mare intorno, le acque profonde e azzurre, le sonore grotte, la Fortezza di São João Baptista, la gita in barca a remi. C’è tutto questo in una trancia di cernia? C’è, e avanza anche del pesce».

Pensando alle parole del grande scrittore portoghese, guardi nel tuo piatto fumante. Hai due sardine dorate, una spigola d’argento e patate e insalata a volontà. Assaggi il gusto dell’Oceano in silenzio, un gusto intenso e fuori dal comune, spii i pochi passanti sulla spiaggia. E vedi i surfisti appostati tra le onde, in attesa di conoscere il loro destino. Quale onda della vita cavalcheranno o li scaraventerà giù. Di nuovo.

Fuori dal ristorante ti metti in cammino senza meta. Affondi i piedi nella sabbia finissima e calda. S’alza una nebbia finta, formata da granelli nebulizzati. A destra e a sinistra hai l’Oceano che pressa il lembo di terra, vorrebbe scavalcarlo, sovrastarlo con la sua potenza. Per ricongiungersi con se stesso. Per sentirsi uno. Completo. Finito.

Dopo uno spruzzo di case bianche e basse, l’odore forte di vernice ti fa girare per un attimo la testa: sembra che gli abitanti di Peniche si siano accordati per riverniciare tutti oggi la propria abitazione. Superi anche l’odore chimico, e i polmoni tornano a spalancarsi al vento buono che sale dal mare.

La scogliera si protende nell’Atlantico come fosse pronta a fare braccio di ferro col cielo. Prima dello scontro mi affretto ad arrivare in fondo, dove c’è ancora la struttura del vecchio faro. Mi siedo su un masso che ha inciso sopra alcuni nomi, alcune date, il tutto racchiuso da un grande cuore.

Lascio che la vista si perda, sfumata da quegli sprazzi di infinito. Sento passi prima lontani, poi più pesanti. Ma non mi giro. Ancora no.

Un sasso cade in mare e affonda subito. Sono sempre più vicini. E a quel punto do loro il benvenuto con lo sguardo, senza dire una parola. “Ti stavamo cercando”. È stupendo quando gli amici ti ritrovano. La meraviglia della solitudine si tinge di parole e pensieri nuovi.

Si siedono a fianco a me, ad ammirare la bellezza distante e antica del Portogallo. In un silenzio che sa riempire quegli spazi immensi.

Segnala questo articolo su:

Lascia un commento a "Portogallo da surf 2"

I campi contrassegnati da (*) sono obbligatori.

Scelti per voi

Reportage

Lisbona, la città della saudade - foto : Castello de Sao Jorge di Lisbona © Monica Genovese

Lisbona, la città della saudade

E’ la città del mal d’Africa europeo, quella da cui ci si allontana più difficilmente e a cui si promette di tornare. Ricca di arte e di storia. Ricca di gente d’ogni luogo del mondo.

Viaggi

Portogallo, tra fiumi e oceano - foto : Porto, innamorati davanti al fiume Duoro © Paolo Tempesti

Portogallo, tra fiumi e oceano

Una poetessa e un fotografo s’incontrano. A distanza. Ne nasce un viaggio fra i colori più espressivi. Lì nel mezzo, i miei passi in terra lusitana che scandiscono l’orizzonte.

Reportage

Azzorre, corrida a colpi di ombrello - foto : Un momento della tourada à corda alle Azzorre © Monica Genovese

Azzorre, corrida a colpi di ombrello

Nove isole oceaniche portoghesi, a metà strada tra l’Europa e l’America. Mitologici resti di Atlantide dove, oggi come nel 1500, si svolge la tourada à corda che non uccide i tori.