“Indietreggiò il nemico fino a Trieste fino a Trento/ e la Vittoria sciolse l’ali al vento!/ Fu sacro il patto antico, tra le schiere furon visti/ risorgere Oberdan, Sauro e Battisti!/ Infranse alfin l’italico valore/ le forche e le armi del’impiccatore!/ Sicure l’Alpi, libere le sponde,/ e tacque il Piave, si placaron l’onde./ Sul patrio suol vinti i torvi Imperi,/ la Pace non trovò né oppressi, né stranieri!”, la Canzone del Piave.
Se gli uomini fanno la storia, ci sono anche città, montagne o corsi d’acqua che nella memoria collettiva rimandano subito a qualche evento. Fra questi c’è sicuramente il Piave, fiume sacro alla Patria, dove le truppe respinsero a più riprese il nemico austriaco nella I Guerra Mondiale.
Nel novembre del 1917, dopo la disfatta di Caporetto, le truppe italiane si spostarono sulla riva destra del fiume (nella parte meridionale), e dopo aver provveduto alla distruzione dei ponti, il fiume divenne la linea di difesa contro le truppe austriache e tedesche che, nonostante i ripetuti tentativi, non riuscirono mai a varcare il fiume.
Le sue sorgenti sono situate nelle Alpi Orientali e più precisamente nelle Alpi Carniche, alle pendici meridionali del Monte Per alba (2.037 m s.l.m.), nel comune di Sappada, in provincia di Belluno. Dopo un tragitto di oltre duecento chilometrica, sbocca nel Mare Adriatico, presso il porto di Cortellazzo fra Eraclea e Jesolo (VE).
La sua foce è nel Mar Adriatico, a nord-est di Venezia, presso il porto di Cortellazzo fra Eraclea e Jesolo. Sulla sinistra della foce è collocata la Laguna del Mort, enclave di acqua marina sorta nell’area di un braccio morto del fiume. È il quinto fiume d’Italia per lunghezza fra quelli direttamente sfocianti in mare.
Nonostante il bacino tocchi parzialmente le province di Pordenone, Trento e Bolzano. il fiume è interamente contenuto entro i confini del Veneto. Attraversa il Comelico, il Cadore e la Valbelluna in Provincia di Belluno e la pianura veneta nelle province di Treviso e di Venezia toccando le cittadine di Valdobbiadene, Nervesa della Battaglia, Colfosco, Ponte della Priula, Ponte di Piave, San Donà di Piave, Musile di Piave, Eraclea e Jesolo.
Ed eccolo. Mentre attraversa S. Stefano, nel cuore del Cadore. Le sue acque setacciano cromatismi di verde, azzurro, blu, grigio. A seconda di come il sole e le nuvole si dispongano rispetto alle vette circostanti. Passeggio sulle ampie e ciottolose sponde. Qualche goccia mi schizza fin sopra il viso. Saluto e mi congedo.





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