« Bilbao, Spagna Basca Galles, cultura e campagna »


Orient Express, sul treno mito - foto : L'Orient Express © Matt Hind
L'Orient Express © Matt Hind

Orient Express, sul treno mito

di

stampa stampa

L’Orient Express entra nella notte dell’Europa. La vedo sfilare via dal finestrino della mia cabina, irradiata dai riflessi screziati della lampada sul piccolo tavolo. Un caleidoscopio di luce che ne dilata le dimensioni e la percezione: sembra più ampia di stamane, quando sono salito a bordo del re dei treni.

Dopo aver ritirato il biglietto per Parigi, al desk di fronte al binario 2 nella stazione di Santa Lucia a Venezia, ho camminato la lunghezza del convoglio: metri e metri d’acciaio blu in cui specchiare la mia ombra passo a passo sino a dove finisce la piattaforma e si attacca la motrice alle carrozze.

Tornato indietro, ho raggiunto il vagone “E”. Il Cabin Swteward in livrea azzurra mi ha fatto salire e mi ha accompagnato nella cabina 3: un salotto con sofà che di notte diventa letto, un poggiapiedi e un piccolo tavolo dividono la moquette del pavimento e il legno delle pareti, in cui il lavandino si nasconde con l’immenso specchio nel mobile a scomparsa. Un fischio stridulo salito in cielo a sfregiare le nuvole, e l’Orient Express è partito. Gli occhi fuori dal finestrino per vedere fluttuare Venezia all’orizzonte e riconquistare la terra ferma.

Poi sono uscito nel corridoio e ho attraversato il ventre del treno: nove vagoni con nove cabine doppie e gli altri due con sette scompartimenti singoli e tre doppie, separati al centro dalle tre carrozze ristorante: Lalique (36 posti a sedere), Etoile du Nord (34) e Chinoise (36), dove vengono serviti il pranzo, la cena e il brunch. Prima di gustare la cucina dell’Orient Express, membro onorario di Relais & Chateaux dal 1986, ho ammirato gli oggetti di lusso in vendita nella boutique e ho bevuto un aperitivo nell’elegante Cabina Bar dove, la sera, il piano rilascia una musica di sottofondo.

Al tavolo riservato del Lalique, ho seguito i consigli del Maître di sala e ho gustato i piatti preparati a bordo secondo le ricette di importanti Chef francesi, accompagnati da un eccellente vino d’Oltralpe. Mentre il treno proseguiva la corsa, sono tornato nella mia cabina: seduto sul sofà, ho letto la storia di queste carrozze leggendarie.

Mutuando l’esperienza di George Mortimer Pullman, che a partire dal 1864 aveva dato avvio in Gran Bretagna ai viaggi di lusso su rotaie, Georges Nagelmackers intraprese lo stesso percorso sul continente: e il 4 ottobre 1883 venne inaugurato l’Orient Express. La prima tratta Parigi-Giurgi (Romania) attraversò Strasburgo, Vienna, Budapest e Bucarest. Il convoglio aveva quattro carrozze per i bagagli, due vagoni letto, un vagone ristorante, e ospitava circa cinquanta passeggeri.

Nel 1906, con la costruzione del Simplon Tunnel, la distanza tra Venezia e Parigi si restringeva di molto. Quindici anni dopo l’Orient-Express raggiungeva Istanbul. Fu quello il periodo più florido per i viaggi sui treni di lusso. Tutte le grandi personalità della Belle époque (re, ambasciatori, spie, scrittori – tra cui Agata Cristhie) si sedettero qui. Ma il periodo d’oro doveva fermarsi di fronte alla ferocia della Seconda Guerra Mondiale. E dopo nulla fu più come prima.

L’Orient Express venne salvato solo grazie all’intervento dell’imprenditore James B. Sherwood che nel 1977 acquistò due carrozze a un’asta di Sotheby a Montecarlo. Negli anni successivi i 16 milioni di dollari stanziati servirono a restaurare 35 vagoni letto e le carrozze ristorante. E’ solo così che il 25 maggio 1982, la leggenda del treno mito rinasce con il viaggio inaugurale Londra-Venezia del Venice Simplon Orient Express.

E’ lo stesso percorso all’inverso che sto facendo io. Queste rotaie d’acciaio, che hanno inciso la storia, sono partite dalla laguna veneziana e termineranno nella città della Regina attraversando l’Italia, la Svizzera, l’Austria, la Francia e la Gran Bretagna. In ogni stato verrà cambiata la motrice durante una breve pausa. Ma solo a Innsbruck è possibile scendere per un quarto d’ora, dopo aver gustato un tè nella propria cabina, e respirare l’aria frizzante che arriva dal Brennero.

Poi, dopo aver cenato di nuovo al Lalique, la notte ha iniziato a calare sull’Europa, e l’Orient Express dentro ad attraversarla come un sogno che attraversa il sonno. Da cui il Cabin Swteward mi sveglia di mattino presto portandomi la ricca colazione nel mio scompartimento privato. “Buongiorno signore, stiamo arrivando a Parigi Gare de l’Est. Il suo viaggio finisce lì”.

INFORMAZIONI UTILI:
Sali sull’Orient Express

stampa stampa
LIBRI

Tanti viaggi

"Tanti viaggi" di Vittorio Orsenigo - Archinto, 2011

Viaggiare per dimenticare

"Come finisce un amore" di Philippe Besson - Guanda, 2009



2 commenti a “Orient Express, sul treno mito”

  • Laura Giglini alle ore 9:28 am scrive:

    Gentile Direttore,
    i suoi reportage sono sempre una grande emozione. Mi permetta lei non è solo un giornalista ma un poeta!

  • Andrea Lessona alle ore 11:08 am scrive:

    Gentile Laura,

    grazie per il tuo commento e i complimenti: i miei scritti sono solo cronaca vissuta.

comment Lascia un commento a "Orient Express, sul treno mito"

I campi contrassegnati da (*) sono obbligatori.



 





I Commenti più recenti
- laura su Bobby, il cane di Edimburgo
- stefania su Germania, le isole del Mare del Nord
- Laura (raya) su R come Reporters
- Francesco Colucci su Aliano, l’ex-confino della Basilicata
- alex67 su John o’ Groats, alla fine della Scozia
- roberto su Vorkuta, Inferno Siberia

Le ultime dal forum



SCELTI PER VOI

Reportage

Ghetto Ebraico di Venezia, memoria e presente
di

Ghetto Ebraico di Venezia, memoria e presente - foto : Sotoportego de Gheto Novo © Federico Roiter

Viaggio nel più antico ghetto d’Europa. Dalle restrizioni alla comunità semita in epoca repubblicana all’apertura napoleonica. Dalle deportazioni naziste, all’era contemporanea di pace.

Reportage

Sirmione, il castello sul lago di Garda
di

Sirmione, il castello sul lago di Garda - foto : Prospettiva del castello di Sirmione © Monica Genovese

Nella provincia lombarda di Brescia, a ridosso del Veneto, c’è una piccola città lagunare la cui fortezza, intatta nei secoli, sembra nascere direttamente dalle placide acque.

Storie

Colmar, città natale della Statua della Libertà
di

Colmar, città natale della Statua della Libertà - foto : La statua della Libertà di Colmar in Francia © Monica Genovese

Città francese che annovera, tra le sue bellezze, un suggestivo centro storico medievale dove passeggiare senza meta. E sempre qui è nata la signora newyorchese più famosa del mondo.






il reporter raccontare oltre il confine è testata registrata presso il Tribunale di Vercelli n. 4/2010 | © 2007-2012 il reporter