Paesaggi diversificati. Mutazioni roccioso-marine. Scogliere bianche di gesso (Cote d’Albatre). Sabbia e scogliere scure. Località baneari storiche (Cote Fleurie). Le spiagge su cui gli Alleati hanno cambiato la storia (Omaha, Utah Beach). Altissimi frangilflutti (Cotenin). Case in granito e ardesia come in Bretagna. Spiagge con dune (baia del Mont S. Michel).
Solo un suggerimento. Salutare l’Italia. Guardare le vette immacolate delle Alpi e valicarle (non necessariamente con gli elefanti come fece il generale cartaginese Annibale nel 218 a.C., va bene anche l’aereo) e arrivare in Francia. Sbarcare in Piccardia. Iniziare da nord-est e dirigersi a ovest tratteggiando la costa fino alla Baia del Mont S. Michel, per poi risalire verso Rouen, all’interno, seguendo la Senna.
Può bastare come primo orientamento. Può bastare per arrivare ad Amiens, dove il primo grande interlocutore da consultare è Mr Gotico Classico, il cui domicilio interessa i settemila metri quadrati di Notre-Dame di Amiens (dal 1981 patrimonio mondiale dell’Unesco), la cattedrale più grande di Francia.
Si può restare ancora in Piccardia. A Mers-les-Bains, e poi passare in Normandia, a Le Treport. Laggiù, le falesie. I ciottoli grossi formatisi dalle selci che cadono da queste coste rocciose poi levigati dal mare. Ville liberty. La bassa marea mostra un nuovo volto di Cote d’Albatre, ossia la costa di alabastro (in realtà è gesso).
La Cote d’Albatre è caratterizzata dalle Valleuse , cioè valli scavate nel gesso dai corsi d’acqua. Diversi porti hanno sfruttato questa caratteristica per svilupparsi. Analoga operazione è stata eseguita dalle stazioni balneari su questa parte di costa caratterizzata da scogliere e quindi con pochi accessi al mare. Ovviamente gli insediamenti (Le Treport, Mers-sur-Mers) si sviluppavano in questi punti particolari.
Parlo da profano. Ho poca dimestichezza con l’alcol, però andiamo. Come si può raggiungere Fécamp senza farsi tentare? Qui, nel monastero benedettino, agli inizi del XIV secolo un monaco veneziano, Don Bernardo Vincelli, diede il via a esperimenti con piante locali e spezie varie. La ricerca continuò e nel 1863 fu creato il famoso il liquore Bénedectine per l’appunto.
Niente più scogliere bianche. Attraversato il Ponte di Normandia, si arriva a Honfleur. C’è posto per la Leutenance, la dimora del governatore della città. Un invito alla miglior ricerca di scatto del porto, Vieux Bassin. Il Mare. L’orizzonte umano. Le case, alte e strette. Alcune rivestite con scandole di ardesia.
Vagare. Forse alla ricerca di una cartolina. Magari per bersi un caffè. Girovagare. Nessun riferimento riconoscibile. Non mi sembra di aver incontrato il regista Mel Gibson e che mi abbia portato a mia insaputa in Basilicata. Mi pongo questa domanda perché l’arrivo a Creully, mi lascia basito dalla sua semplice bellezza. Solo edifici in pietra. Castello con parco. Alberi secolari. A uno di questi confesso un segreto. Poi si ripartirà… (continua).





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bel viaggio, descritto con cura
visitando il cimitero Americano ho pianto leggendo le date di nascita di quei ragazzi che hanno finito lì la loro breve vita odio la guerra e quando vai lì la
detesti ancora di più