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New York, la Grande Mela - foto : New York, Times Square ©  snorpey
New York, Times Square © snorpey

New York, la Grande Mela

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Sfolgorìo di luci nel distretto di Manhattan dove alloggiamo al 51° piano di uno dei tanti skyscraper (grattacieli) presenti in quest’isola, proprio nel cuore della New York City. Fu su questo lembo di terra che nacquero i primi grattacieli più alti del mondo. Oggi signoreggia il famoso Empire State Building con i suoi 102 piani e il suo fascino Art Deco.

Sono nella città considerata per decenni la capitale del mondo. Costruita sulla foce del fiume Hudson nell’Oceano Atlantico, è divisa in cinque distretti (borough); Manhattan, Bronx, Queens, Brooklyn e State Island. La metropoli tra la terraferma e le isole.

Al nostro risveglio New York è già caotica. Le strade sono affollate di veicoli. I suoni di clacson sono continui. L’atmosfera è così particolare. E’ così diversa da quella delle capitali europee. La Nuova York che tanto affascinò molti nostri conterranei che qui emigrarono agli inizi del XX secolo alla ricerca di un sogno (il famoso ‘sogno americano’) è da scoprire, è da conoscere, è da esplorare.

Mi immergo nel vivo della vita newyorkese. Dal cuore di Central Park imbocco la Fifth Avenue nel centro di Manhattan. La mia mania di shopping viene soddisfatta. Mi perdo tra le eleganti vetrine degli stilisti più importanti del mondo. Tra desiderio di conoscere e voglia di frivolezze.

Uno dei luoghi della cultura più importanti del mondo è il Guggenheim Museum sito proprio nella Grande Mela al 1071 della Fifth Avenue. Progettato dal famoso Frank Lloyd Wright fu ideato per ospitare le opere delle avanguardie artistiche.

Inaugurato nel 1937 la sua architettura è straordinaria. Se lo si osserva a distanza sembra infatti un nastro bianco che si avvolge intorno ad un cilindro. Percorro la rampa interna a spirale mentre i miei occhi ammirano le meravigliose opere di Cezanne, Chagall, Seurat, Gauguin, Kandinskij, Mirò.

All’uscita del Museo mi dirigo verso la St Patrick’s Cathedral. La cattedrale nel suo stile neogotico è silenziosa. Splendida con i suoi marmi bianchi e i suoi rosoni che ne decorano le facciate.

Tra gli eleganti palazzi con vista sul Washington Square Park nel Greenwich Village, continuo a percorrere la strada più chic del mondo fino al Midtown. Uno sguardo al Palazzo di Vetro, la sede dell’Onu inaugurato nel 1951. Imponente costruzione vicino al Rockfeller Center.

Avvolto in una dimensione onirica è il Quartiere di Times Square intersecato tra la famigerata Brodway e la Seventh Avenue. Nella Piazza si innalza il Palazzo sede del New York Times. Progetto dell’architetto italiano Renzo Piano. Apprendo che l’architettura Deco oggi viene sostituita dalla Bioarchitettura. Dimensione futuristica. Sperimentazioni avveniristiche.

Imbocco la strada dove nacquero i più bei musical consegnati alla storia del teatro internazionale: Brodway. Nella Great White Way (così come viene denominata) furono rappresentate le prime di grandi classici come Un americano a Parigi, West Side Story o Mary Poppins. Di notte esplode di centinaia di tabelle luminescenti dai colori accesi. All’insegna dell’eccentricità e degli spectaculars (così vengono chiamate le insegne luminose).

Viaggio intenso ma di estremo interesse. Apprendo che la zona di New York dove si ritrovano gli artisti e dove si concentrano le più belle gallerie d’arte è Chelsea. Ha sostituito in questo ruolo il quartiere di Soho. Una piccola passeggiata mi fa comprendere la sua multi-etnicità e il suo multiculturalismo tollerante. È considerato il quartiere gay-friendly per antonomasia.

Mi dirigo verso una delle meraviglie dell’architettura, il ponte di Brooklyn. Sento doverosa però una breve visita a Ground Zero, la zona nella parte meridionale della New York City. Ricorda uno degli episodi più tristi della storia dell’umanità: l’attacco terroristico alle Torri Gemelle. È stato denominato Ground Zero per ricordare il grande boato che qui si udì l’11 settembre del 2001. Oggi il complesso del World Trade Center è in completa ricostruzione.

È scesa ormai la notte. Il ponte di Brooklyn è un’esplosione di migliaia di luci e colori. Con i suoi due km di lunghezza collega il quartiere di Brooklyn con Manhattan attraversando il fiume East River. Ultimato nel 1883 su progetto dell’ingegnere tedesco John Augustus Roebling è uno dei primi esempi di architettura moderna. Tourbillon di emozioni.

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LIBRI

New York, la città più frenetica al mondo

"Come sopravvivere ai newyorchesi" di Tiziana Nenezic - Cooper, 2008

Sulla strada

"Sulla strada" di Jack Kerouac - Mondadori, 2006



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