Ogni volta che immagino gli Stati Uniti, ripenso a quegli interminabili viaggi in nave che un tempo portavano i moltissimi immigrati europei oltre Oceano. Un attimo dopo sono già che consulto i voli più economici su internet. Un altro salto in modo analogo, e fantastico su quelle terre indomabili, quando erano abitate solo dai nativi e da mandrie selvagge di bufali e cavalli.
Ma piuttosto che le super fashion New York e Los Angeles, “mi accontento” di una città moderna, con un passato invogliante. Il mio dito sul mappamondo cade su Washington (Distretto di Columbia), città ispirata (nella sua fondazione) al parco di Versailles, in segno di tributo alla Francia che tanto aveva aiutato la neo-nazione americana a piegare la Gran Bretagna nella Guerra d’Indipendenza (1775-1783)
L’importanza di questa città, fondata nel 1790, sorge sulle rive del Potomac (confine naturale tra gli Yankees e i Confederati durante la Guerra di secessione, 1861-1865) si può già leggere nelle sedi delle Istituzioni più importanti dell’intera nazione nord-americana, qui presenti: il Congresso, la Corte Suprema, ovviamente la Casa Bianca, svariati ministeri ed enti federali, nonché alcune organizzazioni internazionali tra cui la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e l’Organizzazione degli Stati Americani.
I monumenti di Washington sembrano incarnare le contraddizioni dell’America. Su tutti, il Watergate hotel e il Pentagono Memorial. Se il primo, teatro dello scandalo che costrinse l’allora presidente Robert Nixon alle dimissioni, il secondo è stato realizzato in memoria degli attacchi terroristici dell’11 settembre, un evento che nella sua tragicità, ha portato gli Stati Uniti in una guerra (Afghanistan) ancora in corso, e che invece della tanto auspicata sicurezza Bushiana, ha portato instabilità e vittime civili.
Il Nord America è sempre stata vista come la terra delle opportunità, dove nulla è impossibile. E quale sfida migliore dello spazio? Di questi tempi il presidente Barak Obama ha tagliato in fondi alla NASA, puntando (e come dargli torto) più sulla salute dei propri concittadini. La Luna può aspettare, la vita degli esseri umani, no. Nulla comunque impedisce di ammirare il NASM, National Air and Space Museum dello Smithsonian Institute.
Chissà cosa si prova a guardare il Pianeta Terra da fuori della sua atmosfera. Ho le vertigini solo a pensarlo. Nel vedere tutte queste astronavi e aerei, sento gli insegnamenti leonardeschi sul volo invadermi ogni millimetro di pensiero. Scienza planetaria, geologia e geofisica. Non c’è da sorpendersi se questo museo sia uno dei più visitati al mondo.
È facile girare per la città. Un visitatore non ci perde la vista. Per uno abituato al dedalo veneziano, la capitale americana è un rettilineo. Guardo i turisti d’ogni etnia e nazionalità. Osservo gli americani. Sarò un romantico decaduto, ma vedo qualcosa in comune tra tutti noi. E forse è vero. Qui, negli States, a Washington, c’è qualcosa che sa unire.





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