Per uno che viene dal nord, se gli si dice Calabria, il pensiero va automaticamente al mare e alle coste. Trascurando invece che a poca distanza ci sia un bellissimo panorama montano dove poter fare passeggiate in mezzo a boschi che non hanno nulla da invidiare ai rispettivi colleghi dolomitici.
Uno dei posti più interessanti da visitare è la Sila, un altopiano che si estende per 150mila ettari fra le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro, e si divide (da nord a sud) in Sila Greca, Sila Grande e Sila Piccola.
Nel giungervi da Corigliano Calabro, la strada è un’arrampicarsi (a quattro ruote), effettuando un dislivello di oltre mille metri in poco più di un’ora. E mentre si procede, ecco trovare dei simpatici compagni di strada. Prima un gregge di capre con l’immancabile pastore, e più avanti anche qualche vacca.
Non ci sarà mica il Lupo Alberto di turno da qualche parte nascosto? Mai battuta fu più veritiera. Il predatore infatti (qualche decina di esemplare), abita da queste parti. Ed è proprio attorno a lui, che si è lavorato al fine di non alterare (o scompensare) l’equilibrio naturale dell’area.
Dei parchi nazionali calabresi, quello della Sila è il più anziano. Pur non potendo vantare vette in stile Monte Bianco, ci sono comunque vette che toccano quasi i 2000 metri: il monte Botte Donato (1928), situato in Sila Grande. Si ferma a quota 1765 invece, il Monte Gariglione, nella Sila Piccola.
Dopo tanto vagabondare, uno spiazzo in località Fossiata, ci permette di fermarci e proseguire il viaggio a piedi. In mezzo al bosco. Lì “dentro”, c’è poca gente. La vegetazione è molto fitta. Un sentiero indica la durata del tempo. Vien voglia quasi di danzare. Il manto su cui si cammina, è un mix di erba e terra. Pare un direttore d’orchestra.
Pur non essendo un esperto, cerco anche di captare qualche verso dei tanti esemplari di volatili presenti nel parco. Sono frequentatori assiduo del Parco, il picchio nero, verde, rosso, rosso mezzano, il picchio maggire, il torcicollo, il picchio muratore e il rampichino.
Attenzione però, che non mancano i rapaci. Se la notte è maggiormente frequentata da gufi, allocchi e civette, poiane e gheppi invadono il giorno tanto sulla Sila che sull’Aspromonte (dove è presente anche il falco pellegrino e l’aquila del Bonelli). Non mancano infine astori e sparvieri.
La luce filtra fra gli alberi. E pare quasi rivelarsi un nuovo sentiero luminoso.




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Io sono una persona che ama le natura..amo vedere il verde infatti io abitavo in un paese piccolo ma pieno di natura verde..Come ho visto questo parco nazionale di Sila mi e piaciuto e dico che una natura che dobbiamo conservare con cura..e rispetto.Che la natura che da le vita bella…
Direi che secondo me le persona devono curare bene la natura cosi bella!!!