Spiagge. Montagne. Arte millenaria. Natura. Mi giro. Inciampo nella sabbia. Quasi mi manca il respiro. Mi distendo a farmi ammirare dal sole. Mi crogiolo nel verde retrostante. Vengo assalito da un orizzonte ravvicinato. Sbalzato fin nel cuore della Toscana. E io, umile co-protagonista di un mosaico ambientato nella terra, mi dimeno per cercare di comprendere. Sono sul pianeta Maremma.
Lei, terra in cui l’uomo si è insediato da secoli: dagli Etruschi, le cui tracce sono state tramandate copiose e in armonia con l’ambiente, ai Romani, che hanno lasciato segni degli insediamenti del grande impero. Dagli Aldobrandeschi, che hanno governato per secoli nel Medioevo lasciando torri, castelli, rocche e fortificazioni, ai Medici e Lorena che hanno costruito opere e fortezze di grande suggestione, quasi con l’intento di proteggere la natura che li ospitava.
Le necropoli etrusche e le colonie fondate dai Romani caratterizzano alcune località privilegiate della Maremma, come Vetulonia, Roselle, Cosa o Sovana. Non esiste borgo o paese nella storia della provincia di Grosseto che non offra lo spettacolo di cittadelle, rocche, poderosi bastioni, antiche cattedrali, monasteri e pietrose abbazie che invitano alla serenità della meditazione.
Provate a immaginarmi qua. Con l’ago della bussola impazzito. Che non sa cosa indicarmi. Rapito anch’esso da un mondo le cui Riserve di Natura non sono separate dal resto del territorio, ma sono simboli di un insieme. Di una zona che vuole affermare un modello di vita e di rispetto degli equilibri, dei tempi e dei ritmi segnati dalle stagioni.
Non c’è da meravigliarsi se nel 2009, nel sito del New York Times, sono apparse le migliori 44 destinazioni al mondo suggerite ai lettori e fra queste mete imperdibili, segnalate per la bellezza dei paesaggi, l’arte, la cucina e le strutture ricettive, la prima italiana (classificatasi 11°) era appunto la Maremma.
Visito la Costa d’Argento, l’isola del Giglio, Giannutri. Mi viene quasi voglia di prendere qualche bottiglia e portarmi a casa un po’ di quest’acqua da quanto è bella. E la sabbia? La fantasia s’impossessa di me, e senza che me ne accorga sono già alle prese con un castello in stile Torre d’Avorio.
Abbandono il mare e mi dirigo verso la campagna, dove dei simpatici butteri mi fanno provare l’ebbrezza di una cavalcata da “vero uomo”. Sento il respiro dell’animale in un tutt’uno con la mia voglia di correre. Di esplorare. Dopo una galoppata, le mie guance sono un po’ abbrustolite. È l’anima che si fa verace. Abbondante. Imbattibile.
E come trascurare il Parco Naturale della Maremma? Situato lungo tratto meridionale della costa, è stato una delle prime aree italiane tutelate. Oggi comprende quasi quarantamila ettari di riserve di natura, offrendo una visione complessa della ricchezza del patrimonio naturalistico locale, fra costa ed entroterra, zone umide e creste montane.
E mancano loro, le vette. Come il pugile Rocky Balboa che, nel quarto episodio della saga conclude l’allenamento dopo una corsa perdifiato fino in cima a una montagna, così io termino il mio primo viaggio nella campagna grossetana in cima al Monte Amiata (1738 m). Gonfio di adrenalina. Con ancora tanta voglia di scoprire questo incredibile pianeta Maremma.





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