Nonostante l’estrema vicinanza ai confini italiani, è credenza comune che la Slovenia sia una nazione piuttosto arretrata rispetto alle “prime della classe” europee.
La realtà è invece ben diversa, e un breve soggiorno nella capitale, Lubiana (in sloveno: Ljubljana), potrà fugare ogni dubbio.
Situata tra le Alpi ed il Mediterraneo, in città si respira una piacevole atmosfera mittel-europea, accentuata anche dai differenti stili architettonici presenti.
Lo stile rinascimentale, del quale tutto sommato rimangono poche tracce, anche a causa del terremoto del 1511, venne sostituito dal Neoclassico e dallo stile Art Nouveau, ancora ben presente, in modo particolare nelle vie del centro.
Con una popolazione inferiore alle trecentomila unità, Lubiana risulta decisamente piacevole e poco caotica. Anche il traffico automobilistico risulta ben lontano a quello di molte città italiane, seppur di minori dimensioni.
Come tutte le città attraversate da un fiume, Lubiana ha un fascino particolare. Durante le giornate nuvolose l’atmosfera è decisamente triste, mentre con il sole tutto diventa più allegro.
La Ljubljanica, nonostante le dimensioni contenute, è un fiume navigabile ed una crociera (circa un’ora) è di solito un ottimo approccio alla città.
Le strutture ricettive sono di ottimo livello. Si spazia da hotel cinque stelle con casinò incorporato agli economici ma puliti ostelli, per chi ha tanta voglia di viaggiare, ma pochi mezzi per farlo. Esistono pure due campeggi, consigliabili però soltanto durante i mesi più caldi.
L’estensione ridotta di Lubiana presenta il vantaggio di avere quasi tutte le aree di interesse a poca distanza. Bastano un po’ di allenamento, una cartina e buona volontà per raggiungere a piedi i monumenti principali.
Da non perdere è il “Triplice Ponte”, vera e propria porta di ingresso nel centro storico della città.
Questo peculiare monumento architettonico, unico nel suo genere, è composto dal vecchio ponte di pietra del 1842, al quale l’architetto Plevnik ne aggiunse altri due nel 1932.
Nella posizione più elevata di Lubiana, dove il fiume fa un’ansa, si trova l’omonimo castello.
Da qui si gode uno straordinario panorama della città. Da poco restaurato, è tornato alla sua bellezza originale. E’ in funzione dallo scorso anno una suggestiva funicolare.
La passeggiata continua. Poco distante il “Triplice Ponte”, si trova il mercato. Frutta e verdura dall’aspetto genuino, e prodotti dell’artigianato locale ad uso turistico, vengono esposti sulle bancarelle.
I negozi del centro, invece, sono l’ideale per chi non può fare a meno dello shopping, anche se, per via della globalizzazione, la merce in vendita è la stessa che si può trovare in altre mille città del mondo.
Meglio impiegare il tempo a disposizione passeggiando per le strette vie cittadine, difficilmente imitabili.
Dopo tanto camminare, è normale avere appetito. Fortunatamente, in città i ristoranti non mancano e la varietà di pietanze è notevole.
A Lubiana convivono diversi gruppi etnici, così si spazia dalla pizza al cous cous, il tutto a prezzi ragionevoli, ma non stracciati.
La vicinanza alla Croazia rendono Lubiana un piacevole diversivo per chi ha fatto indigestione di spiagge e ombrelloni. Il periodo più indicato per una visita è l’estate, per via della temperatura mite.
Dall’Italia, il mezzo migliore e più rapido per raggiungere la capitale slovena è l’automobile, a patto che la partenza avvenga in una regione del nord.
In alternativa, è possibile servirsi della linea ferroviaria o prendere l’aereo ed atterrare nel vicino aeroporto.
In questi giorni di emergenza rifiuti, stupisce la pulizia ed il rigore di Lubiana, e della Slovenia intera.
Troppe volte bistrattata anche dai cittadini del “belpaese”, la piccola nazione si è presa in realtà numerose rivincite, e forse, Roma avrebbe qualcosa da imparare dall’amministrazione slovena.





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AIUTATEMI PER FAVORE: il 10 luglio 2008 giorno del concerto dei massive attack vicino ad un ponte c’era un signore con una bancarella che vendeva prodotti africani,oggetti statue ecc,gliene comprai due e mi diede il suo biglietto da visita che però ho perso,ricordo che la bancarella era sì movibile ma che per terra c’erano dei segni che indicavano il posteggio,come se quel posto fosse il suo,sempre,sì la bancarella era movibile ma quel posto era il suo fisso,se qualcuno mi potesse aiutare ne sarei molto grata.
Grazie,Elisa.