Passando tra i vicoli e le basse e bianche case popolari dell’Alfama possiamo ammirare il Castelo de São Jeorge, che domina il pittoresco e un po’ fatiscente quartiere, l’unico della città vecchia sopravvissuto al terremoto. A tratti, tra un edificio e l’altro, si aprono degli squarci suggestivi che permettono di ammirare le acque del Tago.
La passeggiata prosegue, dopo aver superato la zona commerciale della Baixa e la zona intellettuale-trendy del Chiado, ricca di librerie e caffè (famose la Brasileira e Cafè no Chiado), verso il Bairro Alto (la città alta) piena di negozietti di antiquariato, botteghe di artigiani ma anche cuore della vita notturna.
Si può iniziare la serata con una cena in uno dei locali del Barrio Alto, magari all’aperto, accompagnati dalle note malinconiche dei suonatori di strada. Per poi proseguire fino all’alba passando da un localino all’altro, percorrendo stradine attraversate da un fiume di ragazzi.
Ora abbandoniamo la città alta per proseguire verso l’Estrela, un quartiere poco al di fuori del centro storico e capolinea del nostro viaggio. In realtà non riesco a scendere dal tram e così decido di tornare indietro, ripercorrendo la stessa strada ma in senso contrario e al calar del sole.
Mentre le strade si svuotano di cittadini e si riempiono di giovani turisti in cerca di locali aperti, io decido di fermarmi nell’Alfama. Scendo dal tram e mi dirigo verso il Miradouro da Graça.
Sono nel cuore della Lisbona antica. Ammiro il Tago che diventa rossastro e poi mi infilo in una stretta viuzza dove trovo un caffè. Mi sembra un ritrovo per artisti e intellettuali: ci sono riviste e quotidiani a disposizione dei clienti, divanetti con lampade che ricreano un piccolo salotto. Non si può resistere alla tentazione di sedersi e ordinare un bicchiere di buon Porto.
Sorseggiando il mio vino rivolgo lo sguardo verso il riflesso del sole che muore sulle maioliche di una facciata. E’ il meritato premio, il mio piccolo ristoro dopo una giornata da turista.
Alla scoperta di una città riservata, poco appariscente ma che ti avvolge con la sua saudade e ti rende difficile il ritorno a casa. Il tutto a bordo del suo simbolo, il mezzo che permette di collegare tutti i suoi aspetti, di vivere tutti i suoi quartieri, di assaporare i piatti tipici.
Basta lasciarsi trasportare da un tram.




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