Il capolinea è in Largo Martin Moniz, nel quartiere della Baixa, il più commerciale del centro di Lisbona. Sul tram si respira un aria particolare: panche in legno, posti a sedere stretti e non molti, e posti in piedi quasi a volontà.
L’importante è tenersi fermi ad ogni tipo di appiglio e stare attenti ai borseggiatori: è l’unico pegno da pagare viaggiando nei tram della città affollati di turisti, soprattutto il 28, ma anche il 15 che porta alla Torre di Belém e il 12 che attraversa l’Alfama.
Per comodità conviene acquistare un biglietto giornaliero, chiamato “7colinas”, che permette di utilizzare i tram in qualsiasi fermata e fare il giro turistico a tutte le ore.
Sotto il sole che illumina le “azulejos”, le piastrelle che decorano molti edifici non solo residenziali ma anche botteghe di barbieri, macellerie, drogherie, sembra che alcune zone di Lisbona si siano mantenute intatte per cinquant’anni, sembra di tornare indietro nel tempo. Oppure al crepuscolo, quando la luce rossastra del tramonto rende ancora più malinconica la città del Fado.
Si parte dalla Baixa per poi salire tra le stradine strette dell’Alfama, il quartiere popolare, dove i bambini giocano a rincorrersi per strada e a volte si arrampicano alle protezioni esterne, in ferro, dei tram per “prendere un passaggio” e spostarsi da un vicolo all’altro.
Il 28 si riempie fermata dopo fermata perché raccoglie, oltre agli abitanti di Lisbona, anche i tanti turisti ai quali è stato consigliato di prendere questo tram: fa lo stesso giro del tram rosso turistico ma costa molto meno.
Sarebbe bello sporgersi dal finestrino ma è meglio non farlo. Il tram sfiora gli edifici, effettua curve improbabili e si inerpica attraverso stradine che sembrano vicoli ciechi. Fermi al semaforo si potrebbe allungare la mano fuori dal finestrino e spostare la tenda di una finestra. Vedremmo una signora che prepara il baccalà o le sardine, ma anche carne o dolci tipici.
Forse è la stessa vecchietta che è appena salita a fatica sul tram. Ha due buste piene di frutta, verdura e tutto ciò che serve per il pranzo. I vecchi tram sono molto alti e distanti da terra, e ciò rende poco agevole la salita per gli anziani.
Il 28 è anche questo: turisti con cappellino, zainetto e macchinetta digitale seduti accanto a uomini e donne i cui volti, tipicamente mediterranei, sono segnati dal lavoro, dalla fatica, dal sole e da un passato recente non molto felice, fatto di dittatura e povertà.





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Il tuo commento è meraviglioso e (scusami!!) è stato inserito nelle mie foto su flickr (naturalmente con il tuo nome). Ti ringrazio.