Per chi è abituato a metropolitana, tram e circonvallazioni, la vita su di un isola deve apparire pura fantascienza. Un vivere che accade a pochi eletti e che al massimo si può sognare, o provare per qualche sporadica vacanza. E poi ci sono quelli che possono assaporare tutto questo ogni giorno.
Una “banale” giornata di sole può subito trasformarsi in una cascata di riflessi, dove la laguna ha la capacità di apparire come un’inguaribile cornucopia di stati d’animo. Di passioni. Di desideri. Per informazioni, chiedere a quanti artisti, poeti e scrittori, siano venuti in questi lidi a partorire capolavori.
Immergersi nella stradine del Lido, le cui abitazioni sono affollate di fiori alle finestre, trasmette una quiete per nulla imparentata con l’anonimato delle tante tangenziali. Sbirciando oltre i cancelli, animali in pietra danno il benvenuto a tutti gli ospiti che lo varcheranno.
E se da un lato il Lido è bagnato dalla laguna veneziana, e dall’altro, dal mare Adriatico, lì nel mezzo, c’è pure spazio per qualche canale interno. Piccole viuzze costeggiate da passanti e lì nel mezzo, un gioco di riflessi che rimandano al cielo immagini di abitazioni e vegetazione.
Proseguendo verso l’estremo della spiaggia di S. Nicolò, si trova l’omonima riviera e chiesa. Per arrivarci, si può costeggiare o la laguna, o provenire dall’interno, una strada frondosa a zig-zag vi farà sbucare in uno spiazzo aperto nei pressi dell’edificio religioso, dove delle comode panchine rosse permettono di riposarsi e godersi il panorama.
Ma a quel punto, perché non salire sul ponte? Spalancare le braccia e sentirsi come i DiCaprio & Winslet nella celeberrima scena del film Titanic (1997, di James Cameron)? Viene naturale. Che ci sia il sole, la tanto temuta nebbia o la pioggia, da lassù, cambia poco. La sensazione è tutta da rivivere e assaporare.
Circondati dall’acqua. Marinai stazionari che su pochi chilometri di terra vivono dentro le erculee colonne del tempo. Tutto questo succede a Lido. E lì di fronte c’è lei. La Signora. Venezia, i cui cittadini più orgogliosi e fieri, tramandano, che se non fosse per il Ponte della Libertà (il ponte che unisce la repubblica marinara alla terra ferma), l’Europa sarebbe un’isola.




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