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Le mille e una Roma (2) - foto : La chiesa di Trinità dei monti da Piazza di Spagna © Fabio Castano
La chiesa di Trinità dei monti da Piazza di Spagna © Fabio Castano

Le mille e una Roma (2)

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Il sole muove Roma come un quadro Futurista. I colori si separano, si spostano, la vita è concitata e densa.

Hai l’Esquilino e la chiesa di Santa Maria Maggiore sulla sinistra. Prendi la lunga via sulla destra che penetra il cuore della città. Da via Depretris a Piazza delle quattro fontane, dalla Fontana del tritone a via Sistina. Sei colpito da quanti personaggi illustri abbiano vissuto qui, come lo scrittore Hans Christian Andersen tra il 1833 e il 1834. Ma poi capisci il perché.

Avanzi di poco, sbuchi in Piazza Trinità dei monti e ne ammiri in parte lo splendore da quell’altezza. Scendi i gradini obliqui e diseguali della scalinata di Piazza di Spagna. Arrivi giù, vicino alla Fontana della barcaccia del Bernini. Di fronte via Condotti apre nuove prospettive sulla città.

Le tinte ocra e arancio degli edifici fanno scendere su di te un senso di benessere e protezione. “È stupenda” pensi. E cerchi di ricostruire la storia di quel luogo.

Come quando nel XVII secolo la zona era dominata dagli spagnoli (ancora oggi ha sede qui l’ambasciata di Spagna) e i forestieri che cercavano di entrare rischiavano di essere arruolati forzatamente nell’esercito iberico.

Questa è anche la piazza degli artisti, dei caffè storici, degli incontri, della moda.

Scendendo la scalinata, sulla sinistra, c’è l’edificio beige in cui visse e morì di tisi a 25 anni nel 1821 il poeta inglese John Keats. Nello stesso edificio è allestito un museo a lui dedicato: è visitabile anche la sua biblioteca personale.

Sulla destra vedi la vetrina della sala da tè Babington’s. Aperta nel 1896 da due sorelle inglesi, Anna Maria e Isabel Cargill Babington, conserva all’interno un arredamento vecchio stile. In passato era il ritrovo dei turisti inglesi alle cinque di pomeriggio per una tazza del tipico tè Earl Grey. Oggi conserva il fascino di quei posti che sanno tenere viva la memoria.

Il Caffè Greco di via Condotti ha una storia a parte. L’anno prossimo saranno 250 anni che un ristoratore greco lo aprì, nel 1760. Per tutto il XVIII secolo fu il centro di ritrovo e discussione dei più famosi artisti stranieri residenti a Roma. Scrittori come Keats, Byron, Goethe e compositori quali Wagner e Bizet avevano l’appuntamento quotidiano al Greco per parlare e confrontarsi sull’arte e sulle vicende quotidiane.

Avanzi poi, ed entri nel lusso quasi sublime di via Condotti. Scorri velocemente nelle vetrine il meglio della moda italiana e estera. Fai il giro dell’isolato e ritorni di fronte alla Colonna dell’Immacolata.

Ti lasci accarezzare ancora un po’ dal sole morbido, e dai colori tenui sfumati nell’aria. Risali la scalinata facendo lo slalom tra i turisti sparsi e gli adolescenti che hanno l’aria di aver bigiato. Quando sei su ti volti, blocchi di nuovo il panorama e ripercorri la strada a sali e scendi.

Saluti Roma con lo sguardo, diretto alla Stazione Termini. Non manca poi molto alla nuova partenza.

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LIBRI

Le 10 regole del viaggio ideale

"Le dieci regole del viaggio ideale" di Fabiola Marchet - Gruppo Editoriale Armenia, 2011

Il viaggiatore e il chiaro di luna

"Il viaggiatore e il chiaro di luna" di Antal Szerb - e/0, 1996



2 commenti a “Le mille e una Roma (2)”

  • stefano aicardi alle ore 5:21 pm scrive:

    C’è a Roma una delicatezza, una “morbidezza” che fa a pugni con l’immagine usuale della città…

  • Fabio Castano alle ore 6:53 pm scrive:

    Ciao Stefano, solitamente diffido da qualsiasi “immagine usuale”, o forma di generalizzazione. Nel generale si perdono i dettagli che spesso sono fondamentali per “sentire” una città. Ognugno può vedere morbidezza o durezza in qualsiasi luogo del mondo: dipende dallo sguardo che si usa. Ho cercato di rendere questa soggettività, che in una città come Roma aumenta, anche nel titolo. Saluti e grazie del commento

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