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Le assolate sere andaluse - foto : Piazza di Spagna, Siviglia © angelbenutzer
Piazza di Spagna, Siviglia © angelbenutzer

Le assolate sere andaluse

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La capitale dell’Andalusia merita, almeno una volta nella vita, di essere visitata. Magari senza neppure l’ausilio di una guida lonely planet e senza preoccuparsi di quali siano i più pregevoli monumenti locali.

Siviglia è unica anche solo per prendere un aperitivo e tapear con gli amici.

Una delle prime cose che mi colpì di Siviglia fu il calore. Secco, potente, assurdamente pesante sul capo. Io, che nelle torride estati italiane cammino senza problemi sui lati delle strade esposti al sole anche alle 2 di pomeriggio, nella capitale Andalusa fui bruscamente costretto a mutare le mie abitudini.

Nel tragitto tra la casa dell’amico dove pernottavo e il centro della città inoltre, mi era pressoché obbligatorio un passaggio per la temuta Calle Sol, così chiamata per il fatto di essere perfettamente perpendicolare al corso della luce diurna.

Nella medesima calle Sol peraltro, notai più di una coppia di scarpe legate per le stringhe, e appese molto in alto a cavallo dei fili della luce. Strana usanza locale? Qualcosa del genere, mi spiegarono: uno scherzo tradizionale degli agguerriti teppistelli locali. Una complessiva atmosfera da spaghetti western, in cui mi trovavo già, insolitamente, a mio agio.

Fin dalla prima uscita serale con alcuni amici, i quali conoscevano gente del posto, scoprii immediatamente la qualità della vita locale. A Siviglia naturalmente si lavora, come in tutte le città d’Europa e di mezzo mondo.

Si esce dall’ufficio nel tardo pomeriggio, si fa la spesa al supermercato e si torna a casa. Ma prima di avviarsi verso le mura domestiche, a meno di non avere troppe urgenze, si accetta sempre e volentieri di fermarsi fuori a bere qualcosa.

Il risultato è che le piazze e le piazzette della città sono sempre gremite di gente dalle 7 di sera in poi, anche durante i giorni non festivi. Un bicchiere di birra, di vino o di tinto de verano costa solo 1 euro. Prezzo “politico” in tutta Siviglia. Diventa fin troppo facile offrire un giro di bevute ciascuno.

Altro “must” sono le tapas con cui si possono accompagnare le bevande scelte. A Siviglia si può accompagnare il vino o la cervecita a pressoché qualsiasi cosa, da elaboratissime frittate ai calamari in umido, e sempre a prezzo popolare.

Visto l’alto afflusso di persone, inoltre, nelle piazze si fermano ambulanti che propongono le proprie e personali prelibatezze, tra cui una sorta di golosissimo pane croccante non lievitato.

La differenza fra locali per l’aperitivo, snack bar, friggitorie di pesce e trattorie è dunque assai sfumata in una città come Siviglia, sia nei prezzi come nei modi. Ricordo una specie di taverna in cui si segnava il proprio nome e il numero di posti a sedere desiderati su una lavagnetta posta all’ingresso, con un gessetto, continuando poi a bere o conversare tra la folla.

Quando veniva il tuo turno, un cuoco urlava a squarciagola il tuo nome senza troppi complimenti e ti faceva entrare. Naturalmente a Siviglia esistono anche i ristoranti con la “r” maiuscola, dotati di menu, tavoli, tovaglie, aria condizionata, camerieri in livrea e tutto il resto.

Personalmente non li ho mai neppure voluti provare. C’è un altro elemento non trascurabile che rende le serate indimenticabili in questo accogliente angolo d’Europa, almeno nei mesi primaverili ed estivi: la luce.

La Spagna e l’Italia hanno infatti lo stesso fuso orario, ma Siviglia è decisamente più ad ovest rispetto al nostro paese. Questo significa che, mentre sorseggi il tuo ennesimo bicchiere di vino tinto e in qualche modo avverti che il pomeriggio sembra non terminare mai.

Guardi l’ora e scopri che sono già le dieci di sera, e che il sole sta ancora discendendo placidamente per i cieli andalusi.

Così, ormai un poco brillo, avvolto dalla folla vociante e sorridente, dai profumi del cibo, da una luce tra il rosa e il dorato, pensi che pagare il prezzo di attraversare calle sol a una temperatura di quaranta gradi sia valsa la pena.

E non hai neppure, ancora conosciuto le indimenticabili notti di Siviglia.

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LIBRI

Contare i passi

"Contare i passi. Dai Pirenei all'Oceano sul Cammino di Santiago" di Carla De Bernardi - Mursia, 2010

La polvere di diamante

"La polvere di diamante" di Ibn Hamdis - Salerno Editrice, 1994



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