Quando credi di aver visto tutto, un viaggio può riservarti il meglio di sé dove non te lo aspetti. A est di Rejkiavik, nell’area più densamente popolata dell’isola, l’Islanda offre un assaggio e insieme il meglio di tutto quel che la caratterizza.
Si chiama Circuito d’Oro la stretta fascia di terra che unisce Gullfoss, Geysir e Thingvellir, tre fuochi d’artificio in stretta successione eppure scenari diversi per opera delle medesime forze.
Gullfoss è LA cascata. Un prodotto dell’arte naturale, cui l’uomo può solo ispirarsi; cade su tre principali gradoni disposti a ventaglio e si precipita in un profondo canyon, dove il fiume continua la sua corsa.
Una fontana naturale prodotta dal possente flusso della vita, l’inesorabile scorrere e mutare della terra. Osservo la sua acqua distruttiva in questo passaggio, violenta nel suo tuffarsi, e faccio mia tutta l’energia che trasmette. Spruzzi di acqua mi tengono a battesimo, mentre un arcobaleno si dipinge curvo sull’abbondante vapore.
Geysir, ovvero lo sfogo della terra, il punto in cui le calde temperature fanno esplodere l’acqua verso l’alto. Bizzarro è lo spruzzo bollente, inaspettate le cave che si intravedono sotto l’acqua. La terra trasuda vapori sulfurei.
Mi muovo sopra cunicoli sotterranei pieni di acqua senza poterli vedere. Il geyser è solo l’atto finale di uno spettacolo cui non posso accedere e mi fermo ad aspettare che la terra, come una persona esausta e satura che sbuffa le proprie angosce, me ne renda partecipe.
Thingvellir è il luogo dove si riuniva l’antico parlamento islandese, si legiferava e si governava nel IX secolo d.C. Sacro per la storia socio-politica del Paese quanto essenziale per quella geologica; qui emerge la faglia tra le placche euroasiatica e americana. Una muraglia di blocchi di pietra lunga, rigida, verticale.
Qui si compie la Storia. Qui si misurano le ere. Qui misuro la mia durata su questo pianeta, il peso della mia esistenza come un soffio lieve. Qualcuno siede cavalcioni su un masso ai limiti della Gullfoss e contempla incredulo, un altro attende paziente l’esplosione del geyser e c’è chi cammina lungo l’intero tratto della faglia. Il resto è silenzio.




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