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Irlanda, tra i segreti di Bray - foto : Il verde di Bray © Jgurrad
Il verde di Bray © Jgurrad

Irlanda, tra i segreti di Bray

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Il mare è un panno ondulato, d’argento. Si apre davanti a te senza confini visibili. Sei seduto sul basamento in cemento della croce issata sulla Bray Head per l’anno santo 1950. Ti volti d’istinto a sinistra. Bray sonnecchia, avvolta da una pioggerellina fine. Come dicono gli irlandesi: «Four season in a day». Il sole è sceso, sta tornando la pioggia d’autunno anche oggi. È meglio scendere dalla montagna. Hai almeno mezz’ora di cammino in mezzo alla vegetazione fitta.

Eccoti, sul famoso lungomare. Uno dei più suggestivi di tutta l’Irlanda. Parte dai piedi del monte e arriva al piccolo porto. Cammini piano, ti gusti i dettagli, le case che hai a sinistra, tutte simili ma ben riconoscibili. Noti le porte delle case in stile vittoriano. Sei curioso, provi a chiedere perché ogni porta qui in Irlanda ha un colore diverso. La risposta che ti da un signore è buffa: «È un modo per ritrovare casa nostra, dopo aver bevuto dieci pinte di Guinness!».

Prima del porto, all’estremità della camminata, c’è una casa beige che si affaccia sul mare. Ti attira soprattutto il luccichio della targa in oro vicino alla finestra. Ti avvicini e leggi «James Joyce’s House». Cerchi di capire meglio. Il padrone attuale ti spiega che James Joyce visse a Bray, proprio in quelle stanze, per quattro o cinque anni alla fine dell’800. Quando era ancora un bimbo e il suo nome era quello di una persona come tante altre.

Non è l’unico artista che ha vissuto o vive a Bray. La cantante Sidney O’Connor ha una casa vicino alla stazione della Dart, ma è raro vederla camminare per le strade della città. In una casa antica, sul lungo mare, hanno vissuto per un periodo i genitori di Oscar Wilde nel secolo scorso, prima di trasferirsi a Dublino. E anche la casa irlandese di Bono, star degli U2, dista pochi chilometri da Bray. Una fortezza scura e inaccessibile, vista da fuori.

Hai lasciato la zona del mare, hai preso Phisborough Road e sei arrivato nel piccolo cuore pulsante di Bray, la Main street con i suoi negozi colorati e i pub in tipico stile irlandese. Anche se i pub più noti, quelli in cui si raduna la gente la sera, sono sempre sul lungo mare: Harbour Bar, The Martello, The Porterhouse. Stai già pensando che prima di ripartire ti fermerai ad assaporare il gusto forte della tipica birra scura irlandese, la Guinness.

Proprio ai piedi della Bray Head parte anche la Cliff Walk che da Bray arriva a Greystone, un villaggio a poca distanza. Una passeggiata suggestiva, a picco sul mare, da cui si può gustare un panorama sublime. La zona è famosa anche per essere stata la location di alcuni film di successo. Molte scene di Braveheart, capolavoro di Mel Gibson, sono state girate qui.

È già sera, di nuovo. La sera che in Irlanda arriva presto e non fa rumore. Sei seduto al Martello, sei contornato da amici. Stringi la pinta fredda come per aggrapparti a quel momento che vorresti non finisse mai. Ma sai già che domani vedrai cose nuove, ancora più belle. E partire, ripartire, forse, ti fa un po’ meno paura.

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LIBRI

Daniel di Waterford

"Daniel di Waterford" di Luca Delgado - Otma Edizioni, 2008

Diario d’Irlanda

"Diario d'Irlanda" di Heinrich Boll - Oscar Mondadori, 1999



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