Dopo un lungo viaggio nelle colline inglesi (a me molto care), raggiungo finalmente la città reale di Windsor, dove le acque del Tamigi proseguono la loro lunga corsa fino al Mar del Nord per unirsi a nuove acque e a nuovi scenari.
Nonostante la guida mi abbia dato tutte le informazioni necessarie e la cartina del posto, spiegandomi il programma del giorno, sono comunque attrezzata di mappa. La primissima tappa è Eton College, la scuola più famosa, nonché prestigiosa, di tutta il Regno Unito.
Rigorosamente maschile e voluto da Enrico VI nel 1440. L’idea del King’s College of Our Lady of Eton beside Windsor era quella di una scuola che potesse istruire i rampolli reali e dell’alta borghesia ad altissimi livelli e, allo stesso tempo, prepararli a continuare i loro studi nei college di Oxford e Cambridge.
Il bus si ferma in un parcheggio nella parte a sud del fiume, vicino al castello di Windsor. Da qui riesco a vedere solo le torri. Eton è dall’altra parte del Tamigi: dovrò passare il ponte che porta ad High street, un vialetto di paese tipicamente inglese.
Nonostante il college non sia lontano, la guida mi chiede di tenere il passo. Nel fiume ci sono cigni bellissimi. “ Questi sono animali reali” dice lui, spiegandomi che la famiglia regnante ama venire qui perché che c’è tanto verde, l’aria è pulita e spesso e volentieri vanno a cavallo tra i parchi.
Cammino e non so cosa aspettarmi: potrei andare avanti all’infinito senza fermarmi, o fino a quando non abbia visto qualcosa che mi faccia intuire che quello che vedo è quello che sto cercando. In lontananza vedo un giovane che cammina frettolosamente, come se fosse in ritardo per un impegno importante. E’ vestito molto elegante ed è uno studente.
Molti di loro escono da qualsiasi angolo delle stradine, che fanno da cornice a un quartiere di costruzioni rosse. I ragazzi, che avranno avuto dai dodici anni in su sembrano molto presi ma a loro agio in quel completo.
A differenza dei college di Oxford non mi è permesso entrare, ma il grande portone è aperto e si riesce a vedere il “Quad”. In un attimo mi passano alla mente i ricordi dei miei anni in collegio, e anche se è diverso, sento un sottile legame: quello che non ti lascia mai.




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mammamia magari fanno delle scuole così anke in italia….stupende…le nostre scuole sn accettabili ma no cm queste..SN DEI VERI CAPOLAORI…:)