Locarno, scorcio © Michael Beat
Molto prima dell’invenzione delle automobili, dello smog e delle domeniche a piedi, la Pianura Padana era attraversata da un’autostrada tutta ecologica che la collegava ai principali centri nevralgici dell’Europa del Nord: al posto di pesanti vetture a quattro ruote, chiatte cariche di storie e merci. Ora, dopo secoli d’oblio, l’idrovia rivive in concomitanza dell’Expo 2015 di Milano, come confermato alla Borsa Internazionale del Turismo nei giorni scorsi.
Obiettivo: un itinerario fluviale che da Locarno porti a Milanoe poi fino a Venezia, grazie al ripristino dei collegamenti risalenti all’epoca dei Visconti. Basti pensare che Filippo Maria, duca di Milano tra il 1412 e il 1447, raggiungeva le residenze di Abbiategrasso e Locarno risalendo il Naviglio Grande, aperto alla navigazione dal padre Gian Galeazzo. Nel corso dell’Ottocento la tratta venne completata, collegando Milano con Pavia e poi la laguna.
E dire che del glorioso Naviglio Grande, sulle cui acque veniva trasportato il marmo di Candoglia necessario per la costruzione del Duomo, oggi non resta quasi traccia. L’intricato dedalo di rogge e canaletti che attraversano la città è stato quasi del tutto interrato e solo in alcuni punti riaffiora la memoria acquatica della città, a ricordarci che Milano fino agli anni Cinquanta, era il dodicesimo porto italiano.
I 550 chilometri d’idrovia che collegheranno le Alpi all’Adriatico, seguiranno il corso del fiume Ticino, del Canale Industriale, del Naviglio Grande e di Pavia, del Po fino a tuffarsi nella laguna di Venezia. Il recupero dell’idrovia, in ottica Expo 2015, offrirà suggestioni nuove e un itinerario turistico insolito ai visitatori che, scesi dall’aeroporto di Malpensa, vogliano raggiungere la città di Milano sfruttando questa superstrada dell’acqua. Ammirando castelli e ville, parchi e città dalla Svizzera a Piazza San Marco.
La riapertura al pubblico della via d’acqua Locarno-Milano-Venezia si inserisce in un percorso di recupero del sistema idrico lombardo, iniziato con le operazioni di consolidamento di argini, conche e canali. La strada dell’acqua, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole accostare Milano ad altre capitali europee che dispongono già di servizi fluviali come vaporetti e approdi nei pressi dei monumenti storici.
Alcuni ostacoli però si frappongono tra il progetto e la realizzazione definitiva dell’idrovia: mancano ancora interventi sul Canale Industriale, una diga mobile e cinque o sei salti per ridurre la forza della corrente del Naviglio Grande. Inoltre dovrà essere completato il recupero delle conche del Naviglio Pavese e dell’Isola Serafini, per riaprire la via da Pavia fino a Cremona e garantire il percorso fino a Venezia.
L’attuale offerta turistica prevede crociere tra Locarno e Sesto Calende, sfruttando il lago Maggiore e il Parco del Ticino e sul Naviglio Grande lungo Gaggiano e le ville di Lugagnano e Robecco. Ma i cospicui fondi stanziati per l’Expo fanno sperare nel raggiungimento dell’obiettivo finale.
"Manuale dell’imperfetto viaggiatore" di Beppe Severgnini - Rizzoli, 2001

Un piccolo motoscafo con cui solcare uno dei più importanti e affascinanti fiumi italiani. Una nuova tratta navigabile per passare qualche ora tra la bellezza del Parco naturale.

Cambiando l’angolo visuale mutano le sensazioni che una città provoca. In questo viaggio saliamo in verticale, nel cuore antico del capoluogo lombardo. Il tetto della basilica è la terrazza privilegiata.

Una chiesa unica, nel centro del capoluogo lombardo: Santa Maria della Grazie è una sorpresa inaspettata. Un crescendo di emozioni fino all’apice sublime nel refettorio dei frati per ammirare il genio di Da Vinci.