C’è chi lo fa in piedi, chi lo fa seduto e chi usa la borsa per trovare equilibrio. Ognuno però decisamente composto. La metropolitana di Tokyo è un’esperienza incredibile. Milioni di persone dormono senza dar fastidio. Ognuno ha il suo piccolo spazio e solo di quello sembra avere bisogno. Chi non dorme ha gli occhi incollati a qualche videgioco o, quasi esclusivamente, al proprio telefono cellulare. Nessuno che parla del tempo, dei prezzi o del governo ladro. Dormono i vecchi. Dormono i bambini ma nessuno perde la propria fermata.
Forse più che dormire la maggior parte sta solamente riposando gli occhi, magari immaginando di giocare e non avere niente a che fare con il mondo che sta lì fuori. Spesso l’alienazione è doppia. Con le mani e gli occhi si aziona un mondo irreale mentre in testa suona la musica dell’ipod. La cosa più naturale che si vede fare in metropolitana è leggere un manga perverso o, al meglio, compilare un complicato sudoku.
Sembra che il Giappone viva di stereotipi. I sarary-man, riconoscibili dall’inevitabile uniforme camicia bianca–pantalone scuro–cravata blu, quando si scontrano tra loro, iniziano un tenero e simpatico rituale di inchini e riverenze che potrebbe durare ore se uno dei due non capisce di essere in ragione e accetta le scuse. Le ragazze del college, riconoscibili dalla tipica uniforma camicia bianca-gonna scura-calzettone alto, giocano con i cellulari rosa estratti dalle loro borse di Hello Kitty e Doraemon.
Poi ci sono i manga, le playstation portatili, i sudoku e lo stereotipo più inquietante tra tutti: il pachinko. Questo gioco è pura follia. Un incrocio tra il flipper e la slot machine, il pachinko è un gioco che solo i giapponesi possono capire. Il meccanismo consiste nell’inserire delle monete in una macchina che lascia cadere delle biglie di ferro in un labirinto di ostacoli. Si vince quando la pallina percorre tutto il tracciato cadendo in una specie di bersaglio che a sua volta libererà altre biglie di ferro. Si comincia quindi con una pallina che rimbalza ed in breve tempo ci si ritrova con centinaia di palline impazzite che percorrono il labirinto producendo un chiasso infernale.
Quando sono entrato in una sala dedicata al pachinko in pochi minuti ho creduto di impazzire. Almeno cento persone davanti ad altrettante macchine fumavano guardando incantati queste palline che scendevano, rimbalzavano e, buttando un occhio sotto le sedie di alcuni, ho visto scatole e scatole piene di palline a significare che alcuni di loro erano li chissà da quanto tempo.
Si dice che il Giappone sia folle. È uno stereotipo tremendamente vero.





Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car





Complimenti per il titolo! Sei riuscito ad attirare la mia attenzione su un Paese che non è mai riuscito ad attirarmi….Buon proseguimento : )