Antiche vie fluviali, circondate da pacifici cecchini naturali: dicasi fiori, alberi, montagne, cascate. Nel mezzo di una carezza naturale che s’infiltra nel piacere visivo. Sono nella miglior destinazione incontaminata del mondo (citando le parole precise del National Geographic): i fiordi norvegesi.
Come restare ancora nel mio comodo Adriatico di fronte a simili panoramiche? Nello stato scandinavo vi è la più alta concentrazione di fiordi del mondo, e in particolare la zona occidentale è quella più ammirata. A livello geologico, i fiordi sono (a ragione) considerati un autentico capolavoro della natura, formatisi dal ritiro dei ghiacciai e dall’acqua del mare che sommerse le vallate a forma di U.
Dove scorre acqua salata, queste “strade acquee” sono caratterizzate da una grossa profondità nei tratti più alti e centrali. Il più profondo della Norvegia è il Sognefjord che raggiunge i 1.308 metri sotto il livello del mare. Difficile credere, di fronte a queste misure, che non si celi chissà quale simpatica creatura mitologica.
Ma se la Norvegia richiama alla mente il freddo e le aurore boreali, ebbene, molti forse ignorano che lungo le rive della maggior parte dei fiordi, il suolo è fertile e la natura rigogliosa. Ancora un mese, e lungo l’Hardangerfjord (179 km, con profondità di ottocento metri), a trecentotrenta km da Olso, sarà possibile immergersi nella celestiale visione di frutteti in fiore.
Ripieno di bagagli informativi, mi rendo conto che un paradiso così non può certo passare inosservato dall’Unesco. I fiordi norvegesi infatti, rappresentati dal Geirangerfjord e dal Nærøyfjord (largo da una sponda all’altra duecentocinquanta metri), rientrano nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Arrivare in questa terra e poi? Mi affido a giri organizzati, e in qualche modo mi accodo. Se visitare il Sognefjord, il fiordo più lungo della Norvegia (e secondo di tutto il mondo; il primo si trova in Groenlandia) situato nella regione del Sogn og Fjordane, sulla costa occidentale, è quasi d’obbligo, è difficile resistere anche alla tentazione del Nordfjord, 110 km, che partono dai ghiacciai e arrivano all’oceano.
Se sull’acqua, mi sento a casa mia, sullo strapiombo non posso dire la stessa cosa. Inutile rifiutarsi, non sarebbe carino né professionale. Arrivo nel Ryfylke, l’obbiettivo è il Lysefjord. Un nome così ispira una canzone. Il fiordo di Lisa, penso io. Una simpatica comitiva di Newcastle mi trascina fin sopra il Preikestolen (Pulpito, 604 m.).
Percorso il sentiero e arrivato in cima, per i primi venti minuti tengo le gambe talmente conficcate sulla roccia, che un movimento brusco me le potrebbe fracassare. E poco importa se apprendo che l’altipiano si è formato almeno diecimila anni fa, in questo momento, vorrei solo riuscire a fare un passo senza avere un mancamento.
I miei nuovi compagni di viaggio mi fanno coraggio. Vengo incitato (a sporgere lo sguardo). “Come on, Luke” mi ripetono. Dico due parole ai miei arti e poi mi alzo. Osservo. Mi lacrimano gli occhi dalla luce e dallo splendore. Impugno l’aria. Mi lascio dondolare per un millesimo di secondo. Intorno a me, il regno dei Fiordi.





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dear luke,
splendido il tuo viaggio, mi hai dato molte emozioni.
se ti può consolare, anche io avrei le tue stesse difficoltà a sporgermi da uno strapiombo, anche meno importante.
attendo la tua nuova avventura
ciao e grazie
ciao elisa, grazie molte per il commento e la solidarietà da vertigini…ciao ciao
Andare in Norvegia è uno dei miei sogni più grandi. Quando la vedo in cartolina m’incanto. Ma per ora posso limitarmi solo a sognare. E l’ho appena fatto leggendo il tuo articolo. Anna Maria
Ciao a tutti,
spesso penso che il mio prossimo viaggio sia in Norvegia, poi alla fine non lo faccio mai… Ma ammirando foto come queste e leggendo l’articolo di Luca sono rimasto ancora più affascinato dalla bellezza di questo Paradiso. Grazie per avermi regalato queste bellissime emozioni!!!
Ciao Serafino, sono felice se il mio articolo ha contribuito alla spinta definitiva per intraprendere un viaggio verso questa terra di rara bellezza. Ciao ciao
Ciao Amico mio, anche io in cima la Preikensolen ho avuto momenti di mancamento, ti dico che all’inizio sono riuscita ad arriare sul bordo solo strisciando come un verme…. ma trascorse alcune ore guardando più verso l’alto che non verso il basso, son giunta al momento in cui il volare è iniziato a sembrar cosa che sapevo fare da sempre!!! E allora ho osato anche sedermi, gambe a penzoloni nel cielo blu. Quando ho vissuto in Norvegia ho sempre pensato che il Cielo mi fosse più vicino, ma in cima al Preikenstolen, ho avuto la netta senzazioni di esservi quasi giunta.
Buona continuazione del tuo soggiorno norvegese… e se tu invidi me… non sai quanto in questo momento io invidii te!!!