“Luce blu sul viale/ Dio sa, se ti hanno avuta/ Un bicchiere vuoto, la signora canta/ Gli occhi gonfi come punti da un’ape/ Accecata, hai perso la tua strada/ Per le vie traverse ed i vicoli/ Come una stella che esplode nella notte/ Ed illumina a giorno l’intera città… Amore soul questo amore non mi lascerà andare/Arrivederci… Angelo di Harem”.
In molti, presumo, avranno riconosciuto il testo (tradotto) di Angel of Harlem (canzone tributo alla jazzista Billie Holiday ), della band irlandese U2. Sarà banale, ma è stato più forte di me. Le parole di Bono Vox mi hanno preso per mano mentre entravo nel quartiere di Manhattan, New York.
Circoscritto dalla celeberrima 155esima Strada, dai fiumi Harlem a est e Hudson, a ovest, il quartiere appare molto lontano da Wall Street. Come cominciare? Dove andare? Vorrei chiedere informazioni a chiunque. Un bel negozio di musica è quello che ci vuole. Lì non avrò difficoltà a fare nuove amicizie.
Un tempo simbolo di vita malfamata, adesso il quartiere vive di vita nuova. La cultura afro-americana è palpabile. Nei negozi, nel look. Anche il jazz, come negli anni ’20, ha ancora la sua importanza. Nuova linfa scorre nelle vene degli abitanti, a decisi a condividere un posto sicuro e abitabile.
Il giorno sa di festa per me. Non vorrei che la polizia pensasse male di me, visto che lancio sorrisi a chiunque. Spariscono gli autobus nelle strade. La canzone finisce, ma io continuo a riascoltarla. Per tutto il mio tragitto. Per tutta la mia sosta in movimento nel quartiere newyorkese.
Mai particolarmente attirato da tatuaggi e piercing, un negozio mi ruba qualcosa. E decido di voler un ricordo indelebile. Qualcosa di poco appariscente, ma significativo. Lì per lì, mi viene in mente solo una nota musicale. Me la faccio fare poco sopra la caviglia, in una posizione che difficilmente si nota.
Ogni serranda pare avere un graffito. Una dolce immagine con Nelson Mandela (premio Nobel per la Pace) al centro, Martin Luther King (1929 – 1968) alla sua sinistra e Malcom X (1925 – 1965) alla sua destra, con la scritta “Share the Dream…Welcome to Heavenly Harlem”.
Il pensiero va a questi uomini. Ai loro messaggi. Al dolore vissuto nelle loro esistenze, e a come hanno cercato di rispondere. Il tempo passa senza che me ne accorga. Qualcuno passando, mi regala un sorriso. Lo sento solidale. Cerco qualcosa da mettere lì davanti. Non vedo fiori adatti. Così prendo una matita e lascio lì un semplice disegno.





Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car




