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Ha Long, dove il drago scende al mare - foto : Baia di Halong © Rob Greg
Baia di Halong © Rob Greg

Ha Long, dove il drago scende al mare

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Lungo la strada che da Hanoi conduce ad Halong, l’autobus attraversa sterminate distese versi di risaie punteggiate dai colori vivaci dei vestiti delle contadine impegnate nella raccolta del cereale. Tutte portano il caratteristico cappello conico calato sulla faccia.

Mangiamo tanto e male in una bettola a metà tragitto. Mi fumo una sigaretta, seduto all’orientale sul ciglio della statale. I contadini che passano in bicicletta mi salutano sorridendo.

Il tragitto non è lungo (164 chilometri), ma date le condizioni della strada che è trafficatissima di motorini, l’autobus impiega tre ore abbondanti per giungere a destinazione.

Nella baia la geologia si è sbizzarrita creando un surreale paesaggio marino costituito da migliaia di pinnacoli calcarei che emergono dalle acque, color smeraldo, del Golfo del Tonchino.

Il panorama, unico al mondo, sembra frutto di un incantesimo. I pinacoli si alzano maestosi sulla bruma. Da qualche parte un uccello cinguetta isterico.

Saliamo su un’imbarcazione malandata e, accompagnati da un equipaggio che sembra uscito da un romanzo salgariano sui pirati, visitiamo grotte magnifiche, facciamo un bagno nelle acque cristalline, mangiamo polpo lesso in un villaggio galleggiante, attorniati da sciami di piccoli pescatori.

I bambini non giocano per strada, ma in acqua. Le case, la scuola, il mercato della frutta: tutto galleggia.

La baia di Halong comprende circa 3000 isolette calcaree con numerose grotte. In lingua vietnamita il termine “HaLong” significa “dove il drago scende in mare”.

Anche questi luoghi sono stati colpiti dalla guerra americana ma sembra che oggi, almeno qui, questo terribile ricordo sia stato cancellato.

Oggi Halong ha bisogno di turisti. Le isolette iniziano a ospitare brutti alberghi e discoteche.

La foschia nasconde gli orrori architettonici dei tour operator ma non può mascherare il chiasso che le orde di de-responsabilizzati giovani occidentali fanno sulle spiagge rocciose.

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