Inverno. Quando i fiocchi di neve iniziano a imbiancare la terra, i tetti e soprattutto le montagne, per la maggior parte del mondo cittadino, il richiamo di certi panorami è una calamita d’aria rarefatta e bagliori bianchi. Una delle mete più ricercate è l’Austria, nazione i cui due terzi del proprio territorio è occupato da paesaggi alpini.
E’ possibile mettere d’accordo turismo e rispetto ambientale? La strada imboccata è proprio questa. Tutti gli anni nascono nuove sciovie e praticamente in ogni comprensorio sciistico viene realizzato un nuovo impianto di risalita per migliorare la capacità di trasporto.
Di fronte a una simile realtà, l’Austria ha iniziato a sperimentare nuove tecnologie, come lo skilift ecologico: il Skiwelt Wilder Kaiser-Brixental, non lontano da Kitzbühel, è alimentata da un impianto fotovoltaico. Analogo discorso per le strutture ricettive, sempre più orientate veroso l’utilizzo di generatori eolici, impianti solari, piccole centrali idroelettriche e impianti biodiesel per il funzionamento di hotel.
A scegliere una destinazione c’è solo l’imbarazzo della scelta. Vado sul sicuro, e punto diritto verso il Grossglockner (grande campanaro), che con i suoi 3.798 metri è la montagna più alta dell’Austria. Una volta tanto rinuncio alle ali o alle tanto amate rotaie, e mi affido alle quattro ruote confidando di non incappare in qualche nevicata abbondante.
Veneto. Trentino-Alto Adige. Arrivato a San Candido, entro in Austria via Versciaco, per poi puntare verso Lienz (673 m s.l.m.), capoluogo del distretto del Osttirol (Tirolo Orientale). Deviazione sulla sinistra e poi via in direzione Salisburgo, città patrimonio mondiale dell’Unesco, nonché celebre anche per aver dato i natali al genio Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791).
E qui il mio viaggio s’interrompe. Avrei dovuto prendere la strada Alpina del Grossglockner ma durante l’inverno è impossibile raggiungere il colosso montano, situato al confine fra la Carinzia e il Tirolo orientale. Dovrò aspettare i primi di maggio per salirci davvero sopra (dopodichè rimane aperta fino alla fine di ottobre). Nel frattempo, posso affidarmi alle reminescenze.
La montagna è la vetta più alta del massiccio chiamato Gruppo del Glockner che si trova sul versante principale degli Alti Tauri. Davanti al Grossglockner dalla forma piramidale, è situato il Kleinglockner (“piccolo campanaro”) lievemente più basso (3.770 m). Tra le due vette vi è la cosiddetta Glocknerscharte (“forcella del campanaro”). Ai piedi del Großglockner si trova il ghiacciaio Pasterze, il maggiore delle Alpi Orientali.
E io, con i miei 182 cm di altezza mi sento più che minuscolo di fronte a simili numeri. Chissà se qualcuno, tanto tempo fa, ha inciso sulla terra, nascosta dal ghiaccio, che sarebbe tornato. A suo tempo non penso d’averlo fatto. Ma il solo pensarlo, significa forse che qualcosa lassù, in una lontana estate, s’era già compiuto.





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