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Giappone, geishe e grattacieli 1 - foto : Giappone, Osaka notturna © Marco Manieri
Giappone, Osaka notturna © Marco Manieri

Giappone, geishe e grattacieli 1

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Oggi sono un po’ depresso. Sarà per il cielo grigio e la pioggerellina, leggera ma costante, che mi ha costretto ad abbandonare la mia escursione al monte Fuji, anche se non è questa la sola causa. In questi giorni a Tokyo mi sono affacciato nel futuro e non sono sicuro mi sia piaciuto tanto. Sono uno di quelli sempre entusiasti per le novità e la tecnologia che avanza, ma ora capisco che il Giappone è al limite. Anche per me.

Si potrebbe cominciare parlando dei negozi di elettronica che qui a Tokyo diventano dei veri e propri “quartieri della tecnologia”, come Akihabara o meglio conosciuta come Elettric Town. Uscendo dalla metropolitana il quartiere sembra uguale a molti altri di Tokyo, che a dire il vero sono tutti simili, e non si capisce subito da cosa sia dato quel nomignolo ma, quando si attraversa la galleria principale, ci si ritrova in un posto che lascia letteralmente senza fiato.

Ci sono i rumori degli strilloni che in uno sproloquio di vocali cercano di attirare gli acquirenti con la speciale offerta del giorno, ci sono luci al neon ovunque che lampeggiano, cambiano colore e sembrano far parte di un alfabeto non proprio di questo mondo, ma soprattutto ci sono grattacieli e grattacieli pieni di ogni qualcosa la moderna tecnologia possa offrire.

Ho visto vendere per 1200 euro dei robot che sanno calciare un pallone e festeggiare facendo un paio di capriole oppure con quasi 3000 euro puoi portarti a casa un dinosauro che quando lo accarezzi ti fa le fusa e ti segue per casa se ne vuole delle altre.

Il gadget al momento più in voga è un piccolo lettore mp3 con lo schermo non più grande del quadrante di un orologio, costa 180 euro e oltre alla musica ed i video ha incorporata un’antenna digitale capace di captare la televisione anche in metropolitana.

Non si riesce a rendersi conto di quanti oggetti ci siano in questo quartiere e se mai sia possibile venderli tutti un giorno. I negozi di cellulari, solitamente al primo piano di ogni grattacielo, sono strapieni di roba e di gente che li guarda, li prova, li compra e sottoscrive abbonamenti, come se nessuno qui a Tokyo ne avesse già uno.

E dico persone di Tokyo perché la cosa più bella di tutta questa tecnologia è il fatto che non funziona al di fuori del Giappone! Per i turisti che vogliono portare con se nei loro paesi un pezzo di questa follia non restano che alcuni ghetti tra un piano e l’altro di un grattacielo dove è possibile trovare dei modelli “oltreoceano” e che solitamente costano almeno il 30% in più dello stesso accessorio esclusivo per il Giappone.

Perchè allora una società dovrebbe produrre così tanti oggetti funzionanti in un solo paese se non ha la certezza completa di poterli vendere tutti quanti ai suoi abitanti? Semplice, i giapponesi comprano e consumano questo genere di cose quasi quanto tutta l’Asia messa insieme.

C’è un’altra cosa che il Giappone consuma e nessun altro al mondo è in grado di comprendere: i manga e i pupazzetti. Sempre ad Akihabara i grattacieli elettronici si alternano con quelli perversi dove ci sono manga di ogni genere, pupazzi da appendere ai cellulari, pupazzi da mettere sul comodino, pupazzi da abbracciare, pupazzi, pupazzi e pupazzi.

Ed in effetti qui a Tokyo il 50% della comunicazione visiva è fatta con i pupazzi dei cartoni animati. Sui manifesti in metropolitana c’è ne uno che si droga con una grande croce sopra, le agenzie utilizzano i personaggi di qualche cartone animato per vendere i loro prodotti e anche i messaggi ufficiali del governo (che almeno penso di aver capito) sono dati da un qualche Dragonball o Doraemon.

Uno dei must di questa estate sembra siano delle lenti a contatto che, abbinate con un oggetto che allunga le ciglia, rende le ragazze decisamente simili alla protagonista femminile di un manga…continua

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LIBRI

Giorni giapponesi

"Giorni giapponesi" di Angela Terzani Staude - Tea, 2009

L’anima nascosta del Giappone

"L’anima nascosta del Giappone" di Marcella Croce - Marietti, 2009



2 commenti a “Giappone, geishe e grattacieli 1”

  • massimo alle ore 11:20 pm scrive:

    E’ un articolo abbastanza disinformato e superficiale. Il Giappone è molto di più della macchietta descritta in questo lavoro.

  • marco alle ore 9:02 am scrive:

    caro massimo, ti basta sapere che questo è un racconto di viaggio, un opinione, un punto di vista. per la “verità” sul giappone lascio volentieri a persone più esperte di me.

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